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EMUSA, UNEMIA e ACEP contro il bilancio SIAE 2018

scritto da contentmanager il 11 luglio 2019

Nella riunione del Consiglio di Sorveglianza SIAE dello scorso 20.06.2019 è stato sottoposto ad approvazione il rendiconto di gestione relativo all’anno 2018. Nella circostanza nove Consiglieri su trenta presenti hanno espresso voto contrario motivandolo con una formale dichiarazione a verbale, qui di seguito riportata:

 

I sottoscritti Consiglieri di Sorveglianza dichiarano di esprimere voto contrario all’approvazione del rendiconto di gestione 2018, sottoposto, nella seduta odierna, all’approvazione del Consiglio di Sorveglianza per le ragioni nel seguito elencate:
1) SUL METODO
Preliminarmente si contesta come fondamentale questione di metodo che riguarda le prerogative e i poteri del Consiglio di Sorveglianza garantiti dallo Statuto della Società e dal Codice civile, puntualmente disattesi.
In particolare, il funzionamento del CdS ha subito un progressivo svilimento di ruolo e le decisioni di gestione appaiono sempre più assunte altrove; infatti, le delibere sottoposte al Consiglio sono per lo più prive di istruttoria e comunque carenti di documentazione. Non è stato infrequente che circostanze rilevanti per la gestione della Società non siano state nemmeno portate a conoscenza del Consiglio. Ultimo, ma rilevante esempio, è rappresentato dal recente accordo intervenuto con Soundreef/LEA, di cui i componenti hanno preso conoscenza esclusivamente da notizie di stampa. I vertici della SIAE hanno ritenuto superfluo ottenere un mandato preventivo dall’Organo di controllo della Società nonostante la rilevanza dell’argomento, che avrà senza alcun dubbio riflessi importanti sul posizionamento sul mercato della SIAE ed inevitabilmente conseguenze rilevanti sui conti. Anche sui contenuti, per quanto ancora non conosciuti, si avvertono i primi effetti soprattutto per gli Editori che amministrano opere composte da una pluralità di Autori aderenti a diverse Collecting, e che hanno già incontrato prime difficoltà nell’incassare i proventi. Su tale delicata questione ci sia attende una pronuncia del Collegio dei Revisori, che in SIAE ha tra l’altro il compito di vigilare sull’osservanza della legge, dello Statuto e della corretta amministrazione della Società;
2) MARGINE OPERATIVO LORDO
Prendendo in considerazione l’esclusiva gestione caratteristica, il MOL resta fortemente passivo. Si tratta di una questione che da sempre condiziona l’attività della Società e che evidentemente non si riesce a risolvere. Preoccupa che le spese si mantengono sempre su livelli elevati e incompatibili con il valore della produzione. L’unica voce di spesa che nel tempo ha subito una significativa contrazione è quella del personale, alla quale comunque corrisponde un incremento per consulenze, servizi professionali e affidamento di lavorazioni all’esterno. Al riguardo, i vertici aziendali non hanno inteso fornire la doverosa risposta in termini di trasparenza non comunicando all’organo di controllo l’elenco dei collaboratori esterni con i relativi riferimenti delle prestazioni richieste, della durata dell’incarico e dell’impegno di spesa;
3) INVESTIMENTI IMMOBILIARI
Anche per il 2018 viene confermato il forte sbilancio passivo tra i canoni di locazione riconosciuti al Fondo Norma per l’affitto degli immobili all’epoca conferiti ed i dividendi percepiti. In particolare, nel periodo 2012/2018 la SIAE ha riconosciuto a Fondo Norma l’importo di circa 65 mln. per canoni e ha incassato da detto fondo ca. 10,5 mln per dividendi a fronte dei 4 mln annui attesi ed evidenziati nella relativa delibera commissariale. Per la gestione finanziaria del Fondo, inoltre, permangono
forti dubbi sulla capacità di Sorgente SGR ad onorare la scadenza del prestito di 77 mln accordato dalla SIAE per l’acquisto del Fondo Aida; occorre sottolineare inoltre che il differenziale positivo tra interessi attivi percepiti da Siae sul finanziamento a Sorgente di cui sopra (recentemente rinnovato alla scadenza) e gli interessi passivi pagati sul Mercato da Siae sconta il fatto che gli interessi riconosciuti dai fondi immobiliari a Siae rientrano come costo nel conto economico del fondo e quindi determinano una minore redditività per Siae;
4) INVESTIMENTI MOBILIARI
La SIAE nel 2015 ha deliberato di destinare la gestione delle intere disponibilità finanziarie ad un unico soggetto appositamente costituito (Fondo Pentagramma, SICAV con sede in Lussemburgo); l’investimento totale ha raggiunto l’importo di 627 mln di euro. Si tratta di una scelta fortemente eccepibile in quanto le risorse utilizzate sono in massima parte rappresentate da diritti da distribuire. Non è certo un caso che il D. Lgs. 35/2017 nel recepire la direttiva 2014/26/UE abbia a tal proposito dettato norme rigide secondo le quali si devono garantire la sicurezza, la qualità, la liquidità e la redditività del portafoglio nel suo insieme, ed inoltre devono essere diversificati in modo da evitare un’eccessiva dipendenza da una particolare attività. A fronte delle osservazioni avanzate all’avvio dell’operazione, la struttura ripetutamente assicurò che in ogni caso il capitale sarebbe stato garantito e che le somme impiegate (essendo il Fondo Pentagramma a ripartizione) avrebbero garantito alla SIAE un rendimento annuale. Oggi, alla luce della gestione realizzata, si può affermare che tali impegni non sono stati rispettati. Per quanto riguarda i rendimenti la SIAE ha effettivamente incassato soltanto il dividendo 2016 (15.352.0000) mentre quello relativo al 2017 è stato utilizzato per acquistare ulteriori quote del Fondo e quello del 2018 è stato utilizzato a sostegno delle perdite. Nonostante tale intervento il Fondo al 31 dicembre 2018 ha perso 23 mln del capitale impiegato. Tale negativo andamento è confermato anche nei primi mesi del 2019 al punto che, a chiusura del mese di maggio, la perdita in conto capitale è cresciuta sino a 24 mln di euro. In sintesi, nei tre anni e mezzo di funzionamento la SIAE ha incassato 15 mln quale dividendo e ha perso 24 mln di euro di capitale! A ulteriore riprova di quanto sopra la quasi totalità dei Fondi presi come confronto nella Nota Integrativa hanno avuto nei primi cinque mesi del 2019 un andamento molto positivo recuperando spesso l’intera perdita del 2018 mentre il Fondo Pentagramma ha realizzato una ulteriore perdita
5) INVESTIMENTI IN TECHNOLOGY INNOVATION
Nell’ultimo quadriennio la SIAE ha prodotto uno sforzo straordinario investendo in IT più di 30 mln di euro. Si trattava di una determinazione che ha visto gli Organi sociali esprimersi all’unanimità in considerazione dell’arretratezza in cui versava la Società su tale versante. Un investimento di tale portata, che è stato tra l’altro vantato come fiore all’occhiello da parte dei vertici aziendali anche in sede di audizione parlamentare, avrebbe dovuto necessariamente comportare un decisivo cambio di passo in direzione della modernizzazione dei processi. Tuttavia, i sistemi operativi introdotti hanno dimostrato di non funzionare: i tre portali, che dovevano servire a facilitare i rapporti tra SIAE e associati e utilizzatori, sono oggetto di crescenti critiche a causa dei loro malfunzionamenti e, inoltre, nei primi mesi dell’anno in corso anche il sistema interno ha collassato bloccando l’operatività degli sportelli SIAE. L’estrema debolezza del sistema è ulteriormente dimostrata dalla violazione del sistema ad opera di hacker, avvenuta lo scorso mese di novembre, con l’accesso a data sensibili degli associati, anche in questo caso si è notata l’assenza di presa di posizione da parte dei Revisori dei conti. Una situazione di estrema gravità che solleva legittimi interrogativi circa l’utilizzo delle risorse della Società, rispetto ai quali à urgente che il CdS, ancor prima di destinare ulteriori ingenti risorse per rimediare a quanto si è evidenziato, venga dettagliatamente relazionato anche in rapporto alla responsabilità per le scelte sin qui operate.
6) SULL’ATTIVITA’ DEL COLLEGIO DEI REVISORI
Si evidenzia il silenzio del Collegio dei Revisori dei conti in merito alle criticità e agli sbilanciamenti denunciati nel passato così come senza riscontro sono rimaste le segnalazioni nel passato inviate a detto Collegio tra le quali la lettera dello scorso 10 dicembre 2018,
Per le ragioni sin qui sinteticamente esposte, i sottoscritti Consiglieri di Sorveglianza esprimono voto contrario all’approvazione del Rendiconto proposto per l’anno 2018.
Roma, 20 giugno 2019

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