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“La cultura se non ricompensata muore”: appello di Mogol (SIAE) al Governo per il recepimento della Direttiva Copyright

scritto da contentmanager il 7 maggio 2020

Con una lettera aperta il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol ha rivolto oggi un appello al  Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro per i beni e le attività culturali e il turismo Dario Franceschini e al Sottosegretario di Stato con delega all’editoria Andrea Martella affinché venga recepita al più presto nel nostro ordinamento la Direttiva europea sul Copyright, “quello strumento che con tanta fatica noi autori abbiamo ‘conquistato’ a Bruxelles e poi a Strasburgo, strappando un testo nuovo, fondamentale, contro i giganteschi players della Rete. Dal primo giorno mi sono precipitato nelle euro-stanze a gridare: loro hanno i miliardi, noi abbiamo ragione. Perché la cultura è moltissimo nella nostra vita – e ce ne siamo accorti in questi tremendi mesi – ma la cultura, se non è ricompensata, muore”.

“Onorevole Presidente, Onorevole Ministro, Onorevole Sottosegretario, è passato ormai già un anno dal successo europeo. La Direttiva Copyright, che contiene norme fondamentali come l’equa remunerazione dei giornalisti, degli autori e degli artisti per il loro lavoro, ‘giace’ – permettetemi di usare questo termine – insieme ad altre 32 in un disegno di legge presso la Commissione UE del Senato. Deve seguire un complesso percorso parlamentare, fatto di audizioni, emendamenti, pareri, voti in entrambi i rami del Parlamento. Qualcuno dice che la sua attuazione avverrà entro l’estate, qualcuno parla della fine dell’anno. Queste previsioni – mi dicono anche ottimistiche, visti gli impegni che il Parlamento dovrà affrontare (come la legge finanziaria!) – mi allarmano e mi intristiscono. Troppo tempo, credetemi, e troppo tardi” ha scritto il Presidente SIAE, che ha aggiunto: “La drammatica emergenza Coronavirus, per la quale state profondendo le massime energie – e colgo l’occasione per esprimervi il mio più grande apprezzamento – ha messo ormai da due mesi a durissima prova l’intero mondo degli autori, e in particolare, come a tutti evidente, quelli economicamente più fragili e indifesi.  

So bene che sono già stati intrapresi, nei vari provvedimenti adottati dal Governo e dal Parlamento, alcuni passi molto importanti, come il Fondo emergenze spettacolo e la quota copia privata agli autori, previsti dal decreto Cura Italia. E so anche che altre misure sono in campo per fronteggiare la situazione. Ma c’è un’altra cosa importantissima che si può fare, che potete fare, e che avrebbe un enorme impatto per il nostro mondo, qualcosa per cui mi batto con forza, direi quasi con furore, dal primo giorno nel quale sono diventato Presidente della SIAE. È un’arma per far crescere in modo importante gli incassi dei piccoli autori e di tutta la filiera dell’industria culturale, e che ha una caratteristica essenziale in un momento come questo: è a costo zero. Sto parlando, mi avrete già capito, dell’attuazione della Direttiva sul Copyright. 

Ecco allora il senso di questa mia lettera aperta: vi chiedo, a nome di tutta la comunità di autori che rappresento – anzi, mi sento di dire a nome di tutti gli autori italiani, anche quelli non associati alla SIAE: fate presto, fate subito! 

Non sono io a dovervi indicare la strada, siete molto più esperti di me in norme e procedure. I miei esperti mi dicono che si può stralciare la Direttiva dall’attuale progetto che sta al Senato, e farne oggetto di specifiche disposizioni in un provvedimento apposito (o nella conversione di un provvedimento) di urgenza, ma comunque sono certo che, tra le mille incombenze, troverete la soluzione più giusta. 

Peraltro l’implementazione nel nostro ordinamento è condivisa anche da importanti partiti di opposizione. Mi riferisco, in particolare,  alle recenti dichiarazioni del Senatore Maurizio Gasparri, che ha messo questo punto come primo del decalogo delle richieste per il settore della cultura. 

Mi metto a vostra disposizione, insieme alla SIAE e a tutti gli autori italiani per questo – ha concluso il Presidente Mogol – È una battaglia di civiltà, di amore per le cose che ci fanno felici, che ci stanno salvando e ci fanno sperare, in questo momento spaventoso: la musica, il cinema, le arti. Non solo io, non solo tutti gli autori e gli artisti ve ne saranno grati, ma tutta l’industria della cultura e i cittadini italiani che potranno continuare a contare sulla creazione di contenuti che tutelano anche la nostra identità”.

Fonte: SIAE

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