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NOVEMBRE 1996: PROPOSTE PER RENDERE PIU' ACCESSIBILE LA NOMINA A SOCIO


Rimini, 25 novembre 1996
Ill.mo Presidente della SIAE - Dott. Luciano VILLEVIEILLE BIDERI
Ill.mo Consigliere Giuridico - Avv. Mario FABIANI
Spett.le Commissione Sezione Musica
Spett.le Consulta Legale della SIAE
Ill.mi signori,
in riferimento agli argomenti all' Ordine del giorno nella riunione della Commissione Musica del 26 novembre 1996, il sottoscritto vorrebbe puntualizzare alcune osservazioni. Riguardo al punto n° 4 (REVISIONE TABELLE EX ART. 20 DELLO STATUTO SOCIALE) poiche' le note sentenze giudiziali, pur giustificando la distinzione tra soci ed iscritti, hanno stabilito che anche questi ultimi debbono godere del diritto al voto nell'elezione degli Organi societari e, in misura da determinarsi, dell'accesso al Fondo di Solidarieta', ritengo opportuna ed auspicabile quantomeno una moderata facilitazione dell'ottenimento della qualifica di Socio. Conosco personalmente diversi autori che, dopo quarantanni di ininterrotta attivita' professionale e continuita' nell'incasso di diritti d'autore, per la mancanza di un'inezia in una certa Classe o per un'abbattimento eccessivo dovuto alle complicatissime e ingiustificate regole attualmente vigenti, non ha mai ottenuto la qualifica di Socio, pur avendone tutti i requisiti. Pertanto propongo le seguenti modifiche alla I° TABELLA prevista dall'art. 18 - lettera c) - dello Statuto della SIAE (in vigore dal 1° gennaio 1992):
1) Alla lettera A, il 2° comma andrebbe cosi' modificato:
"I minimi di incasso stabiliti nella presente tabella devono essere raggiunti dall'iscritto complessivamente durante i dieci anni solari precedenti quello in cui e' presentata la domanda". Il comma 3° andrebbe completamente eliminato.
Mi sembra ragionevole che al Socio sia richiesta una anzianita' di iscrizione di almeno 10 anni e che gli incassi previsti dalla Tabella I, pur restando quelli attuali (rivalutati), possano essere diluiti in un periodo di tempo doppio, premiando cosi' la continuita' di lavoro e nel contempo rendendo piu' accessibile la soglia. Di fatto, gli stessi minimi di incasso dovrebbero essere raggiunti in dieci anni, invece che in cinque.
2) Alla lettera F) l'abbattimento al 30% degli incassi per diritti di registrazione e diritti di riproduzione meccanica e' eccessivo (stante la crisi del mercato fonografico in Italia ed il basso livello di vendita, anche per effetto della pirateria); occorrerebbe ridurre questo abbattimento quantomeno al 50%, lasciando invariata la limitazione al 40% sul totale degli incassi minimi stabiliti. In via subordinata l'abbattimento al 30% venga mantenuto soltanto per i diritti di registrazione.
3) Alla lettera L) punto 3) per gli editori, il comma a) andrebbe cosi' modificato:
"i minimi d'incasso stabiliti devono essere raggiunti con proventi derivanti da almeno tre classi di ripartizione con una quota non inferiore al 10% dei minimi stessi in ciascuna di tali classi". Difatti, poiche' i minimi d'incasso richiesti all'editore sono piuttosto elevati (considerati i vari abbattimenti), la sempre crescente difficolta' di ottenere incassi in alcune Classi, come la sopradetta Classe V (diritti fonomeccanici), rappresentano uno scoglio spesso invalicabile.
In attesa di una completa revisione delle "Tabelle", queste tre semplici modifiche possono, a mio avviso, costituire un primo passo verso una normativa piu' equa ed equilibrata, la quale tenga conto dell'evoluzione dei tempi e del mercato.
Riguardo all'argomento n° 5 all'Ordine del Giorno (REVISIONE AMMONTARE PENE PECUNIARIE, EX ART. 25, STATUTO SOCIALE) ho sentito ventilare che si vorrebbero triplicare gli importi delle pene pucuniarie stesse. Tale incremento mi sembra esagerato, essendo la sanzione massima attualmente applicabile gia' molto pesante. Comunque se la maggioranza vorra' inasprire le pene pecuniarie, l'importante e' che esse siano applicate con equilibrio, valutando la reale entita' e portata dell'infrazione sanzionata. Riguardo alla compilazione del programma musicale, occorrera' sempre considerare che tale operazione costituisce un'onere per l'esecutore musicale intento a "soddisfare" il pubblico col massimo impegno; ma questo, probabilmente, puo' capirlo solo chi ha lavorato sul palcoscenico.
Pertanto le lievi imprecisioni (ad es. quelle inferiori al 5 o 10% dell'intero programma, percentuale da ritenersi "fisiologica") non dovrebbero neppure essere perseguite, ma ritenute regolari. Anche le infrazioni modeste andrebbero punite con moderazione. Al contrario, le infrazioni via via piu' gravi andrebbero punite con pene crescenti in modo esponenziale, e non proporzionale.
Chiedo inoltre che, nel "Bollettino" sociale, siano indicati non solo i nomi di coloro i quali abbiano commesso infrazioni, come gia' avviene tuttora; ma separatamente, siano elencati anche i nomi di coloro i quali sono stati rilevati perfettamente regolari. Questo mi parrebbe un modo di procedere educativo e non solo punitivo, in quanto il buon esempio e' sempre il miglior maestro di comportamento. Putroppo, come sempre accade sui giornali italiani, leggiamo solo storie di "cattivi": chi si comporta bene non fa notizia!
Augurando buon lavoro, porgo Distinti Saluti.
Roberto RINALDI (Commissario della Sezione Musica)


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