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IL PROF. MAURO MASI, DA OLTRE TRE ANNI COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA SIAE, ORA NON RIPARTISCE NEPPURE TUTTI I DIRITTI DEGLI AUTORI ED EDITORI (articolo pubblicato su "MUSICA DOMANI" di novembre/dicembre 2002)

Nell'ultimo decennio (dal 1992 ad oggi) la SIAE è stata "governata" per oltre sei anni da Commissari straordinari.
Dapprima fu nominato il prof. Carlo GESSA (insigne giurista) con il compito precipuo di modificare lo statuto SIAE in senso democratico, in riferimento alla sentenza 97/1992 ottenuta al Consiglio di Stato dall'avv. Renato RECCA, la quale imponeva l'eliminazione di antichi privilegi goduti dai "soci" a discapito degli "iscritti" alla SIAE.
In seguito alla tragica scomparsa del prof. Carlo GESSA, divenne Commissario straordinario il M° Roman VLAD (insigne musicista) il quale varò un nuovo Statuto che diede anche agli "iscritti" una pur modesta rappresentanza all'interno degli Organi sociali della SIAE.
Alla fine del 1995 si tennero le pseudo-democratiche elezioni dei nuovi Organi sociali della SIAE, che si insediarono nella primavera del 1996.
Qualche miglioramento fu raggiunto, ma le discriminazioni fra "soci" e "iscritti" rimasero, poiché chi gode di privilegi non vi rinuncia tanto facilmente.
Noi "iscritti" ottenemmo (dal 1997) una misera polizza assicurativa coprente soltanto i ricoveri ospedalieri e interventi ambulatoriali in "day hospital", mentre esclusivamente i soli "soci" continuarono e continuano tuttora a godere della pensione, ovvero dell'assegno di solidarietà.
D'altronde l'avv. Renato RECCA, una volta ottenuta per sé la nomina a "socio", l'assegno di solidarietà, nonché alcune centinaia di milioni per annualità arretrate e compensi vari, sembra essersi dimenticato di questo importante problema.
Il sottoscritto invece ha rifiutato la nomina a "socio" già ottenuta nel 1998, per protestare contro il fatto che molti "veri" e meritevoli musicisti nella loro carriera artistica non sono mai riusciti ad ottenere questa ambita qualifica, mentre mogli, figli, fratelli o amici di grandi autori o editori sono diventati inspiegabilmente "soci" della SIAE.
Ed aspettiamo al varco i nuovi Organi sociali (se mai verranno ricostituiti!) per spronarli ad utilizzare in modo più equo le risorse a disposizione del Fondo di solidarietà.
Tornando al periodo dal 1996 al 1999, gli Organi sociali insediati dimostrarono scarsa capacità imprenditoriale nell'affrontare le problematiche economiche contingenti, come l'annunciata abolizione dell'Imposta sugli spettacoli. Anzi gli sprechi e le inefficienze si aggravarono ulteriormente sino a portare ad un bilancio di previsione molto negativo per l'anno 2000.
Cosicché, nel maggio del 1999, il prof. Mauro MASI fu nominato dal Governo quale Commissario straordinario della SIAE, per riportare in attivo il bilancio della SIAE e per attuare le modifiche statutarie richieste anche dal successivo Decreto Legislativo 29/10/1999, n° 419 (c.d. Bassanini).
Il prof. Mauro MASI ha ben operato sul versante del risanamento economico della SIAE, riportando il bilancio in attivo già dall'anno 2000, vendendo anche un immobile di pregio in Roma e tagliando alcune spese gestionali.
Ma sul versante del rinnovamento democratico e funzionale il suo operato ci appare negativo, se non fallimentare; probabilmente a causa dei suoi troppi impegni di lavoro, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'Università di Roma, al Dipartimento per l'editoria, nella Campagna per l'Euro, ecc. ecc. In viale della Letteratura, al n° 30, lo si è visto molto di rado.
La SIAE necessitava invece di un Commissario il quale, assommando su di sé tutti i poteri, vi lavorasse a tempo pieno. Parte della colpa va ascritta anche a chi lo ha nominato (Presidenza del Consiglio) pur conoscendo i suoi tanti impegni, nonché a chi per legge esercita la vigilanza sulla SIAE (Ministero dei Beni Culturali).
Per comprendere come oltre tre anni siano trascorsi invano, anzi creando seri danni ad autori ed editori, basti pensare che il Decreto Legislativo 29/10/1999, n° 419 indicava quale termine ORDINATORIO per l'approvazione del nuovo Statuto della SIAE la fine di febbraio 2000!
E comunque, quando a settembre dell'anno 2000 i precedenti Organi sociali terminarono il loro mandato (Assemblea e Commissioni di Sezione), il nuovo Statuto e la nuova Ordinanza di ripartizione per l'anno 2001 erano praticamente già delineati.
Oggi, nel mese di ottobre 2002, ci troviamo con uno Statuto ancora messo in discussione dal TAR del Lazio, perché la SIAE, con la responsabilità del suo Commissario straordinario, ha insistito a non recepire le istanze dei titolari di diritti connessi.
Ed ugualmente l'Ordinanza di ripartizione del 2001 è stata censurata dal TAR del Lazio perché la SIAE, con la responsabilità del suo Commissario straordinario, ha omesso di seguire il percorso indicato dai precedenti Organi sociali.
Per chiarire, nel 2001, volendo immettere in ripartizione un terzo dei programmi musicali compilati dai DJ, si sarebbero dovuti attivare controlli, da parte di ispettori SIAE, nei locali che utilizzano musica da Ballo con Strumenti Meccanici (BSM), allo scopo di rendere attendibili i programmi stessi, come avviene già da anni per la musica eseguita dal vivo.
Poi, dal 2002, una successiva modifica all'Ordinanza avrebbe dovuto prevedere la ripartizione totale ed integrale dei programmi musicali compilati nei suddetti locali BSM, adottando un sistema "a quota" analogo a quello utilizzato per la musica dal vivo.
Invece la SIAE, con la responsabilità del suo Commissario straordinario, sembra non aver attivato controlli sulla regolarità dei programmi BSM e non ha neppure adottato per l'anno 2002 la sopra citata riforma integrale prevista dai precedenti Organi sociali.
Cosicché l'avv. Renato RECCA, questa volta nell'interesse di autori ed editori che lavorano prevalentemente sul genere da discoteca, è riuscito a convincere i giudici del TAR del Lazio che il 50% degli incassi da BSM veniva ripartito ad autori ed editori diversi dagli aventi diritto e che i programmi musicali BSM sono inattendibili per carenza di controlli e pertanto è da preferire il cosiddetto "campionamento" effettuato dagli ispettori SIAE.
Per i "piccoli" autori ed editori, che l'ACEP intende rappresentare, soltanto una ripartizione analitica e capillare dei diritti d'autore (così come capillare risulta l'incasso dei diritti in tutta Italia) è una garanzia di vita e sopravvivenza futura; mentre la parola "campionamento" andrebbe al più presto abolita dal vocabolario SIAE.
Naturalmente l'avv. RECCA ed i ricorrenti si sono guardati bene dal raccontare ai giudici che i diritti d'autore provenienti dalla "musica dal vivo" contribuiscono ampiamente alle varie provvidenze per i brani "sempreverdi", per la musica seria, per i "film sempreverdi", per l'FSI (Fondo Speciale Integrativo), ecc. ecc.
E non hanno neppure detto ai giudici che l'Ordinanza di ripartizione è costituita da pesi e contrappesi, per cui spostando uno dei fattori diventa necessario riequilibrare in modo equo anche gli altri.
Certamente l'Ordinanza di ripartizione va modificata e migliorata, ma integralmente, non solo in una parte e solo per la convenienza di alcuni.
A fine maggio 2002, non appena appresi i contenuti delle Sentenze del TAR del Lazio, delle sedici associazioni di autori ed editori più rappresentative, ben dodici hanno firmato una lettera che chiedeva al Prof. MASI di mantenere integralmente anche per il 2002 (ma sicuramente per il 2001) l'Ordinanza di ripartizione vigente, così come era stata regolarmente pubblicata ed approvata dal Ministero dei Beni e Attività culturali.
Pertanto ci appare gravissimo che il prof. MASI (nel luglio 2002) abbia al contrario predisposto, con effetto retroattivo dal 2° semestre 2001, una Ordinanza diversa da quella vigente.
Ancora più grave, a nostro avviso, è che il 50% dei Diritti BSM sia stato "congelato" in qualche vago frigorifero e non ripartito agli autori ed editori, come la SIAE invece è tenuta a fare per legge.
Il prof. MASI, con il quale l'ACEP ha tentato spesso di dialogare costruttivamente, oberato dai suoi numerosissimi impegni, non ha neppure accettato di essere affiancato da un Comitato composto da autori ed editori esperti in materie tecniche sulle varie problematiche; anche un autore nostro amico ed associato, il prof. Antonio RAGAGLIA era candidato a far parte di questo Comitato di esperti che avrebbe lavorato a tempo pieno per la SIAE.
A tutt'oggi questo Comitato non è stato mai costituito e, di fatto, autori ed editori da anni risultano esclusi dalla gestione della loro Società.
In conclusione chiediamo al prof. MASI di lasciare l'incarico di Commissario straordinario della SIAE ad altra persona competente e disposta ad operare a tempo pieno con il massimo impegno.
In questo momento la SIAE ne ha veramente bisogno!
Chi desiderasse contattarci può rivolgersi ad: ACEP (Associazione Autori Compositori e Piccoli Editori) - Via Flaminia 185/B - 47900 RIMINI - Tel. 0541 307371 - www.assoacep.com.

Un cordiale saluto e auguri di buon lavoro.
Roberto RINALDI
(presidente ACEP)


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