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TROPPE INCERTEZZE SUL FUTURO DELLA SIAE (articolo pubblicato su MUSICA DOMANI di Marzo/Aprile 2002)

Nel salutare tutti i lettori di MUSICA DOMANI, innanzitutto desidero complimentarmi con l'editore (Mario MATTIO) e con il direttore (Roberto CAMPANA) per essere riusciti a riprendere in una veste moderna e gradevole la pubblicazione del periodico di informazione e spettacolo MUSICA DOMANI (ex ORCHESTRE IN...). Tanti auguri di grande successo alla vostra iniziativa!
Cerchiamo di riprendere il filo del discorso sulle problematiche SIAE, riassumendo brevemente gli accadimenti degli ultimi anni.
La SIAE è stata commissariata dal Governo nel maggio 1999 perché il Bilancio di previsione per l'anno 2000 (per la prima volta nella storia della SIAE) ipotizzava un forte passivo, cioè una perdita di oltre 50 miliardi delle vecchie lire!
Quali furono le cause di questo buco di bilancio? Tante le concause, ma per semplificare diciamo che le più importanti furono due:
1_) L'abolizione della IMPOSTA SUGLI SPETTACOLI, la cui riscossione, per conto dello Stato e della Regione Sicilia, fruttava alla SIAE un "aggio" valutabile oltre 100 miliardi di lire.
2_) L'incapacità gestionale di coloro i quali governavano la SIAE, che non hanno affrontato e risolto in tempo utile il problema (ad es. trovando nuove fonti di incasso, abbattendo costi superflui, ottimizzando le risorse disponibili, ammodernando l'organizzazione, richiedendo a tutte le categorie interessate, inclusi i dipendenti della SIAE, qualche piccolo sacrificio equamente ripartito, ecc).
Come d'altronde avrebbe fatto qualsiasi azienda o anche ogni famiglia in un momento di congiuntura sfavorevole o momentanea difficoltà: rimboccarsi le maniche e tirare la cinghia!
Macché! In SIAE rinnovamento e sacrifici non si volevano accettare, cosicché si giunse al buco di bilancio di oltre 50 miliardi!
Pertanto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che allora esercitava la sorveglianza sulla SIAE, nominò il Prof. Mauro MASI (esperto di Economia e Organizzazione aziendale, proveniente dalla Banca d'Italia) quale Commissario Straordinario della SIAE con il compito di risanarla economicamente e riformarne lo Statuto.
Per il primo anno il Prof. MASI assunse i poteri del Presidente e del Consiglio di Amministrazione; successivamente (alla scadenza del loro mandato quinquennale) assunse anche i poteri delle Commissioni di Sezione e dell'Assemblea.
Dopo tre anni di Commissariamento, si può dire che il prof. MASI ha ben operato sul fronte del risanamento economico, riportando i bilanci SIAE in attivo, sia attraverso tagli dei costi, sia attraverso l'incremento di nuovi Servizi retribuiti (come ad es. la Convenzione SIAE-ENPALS in tema di lavoro nel settore dello spettacolo).
Ma sul fronte delle riforme normative i risultati della gestione commissariale sono stati piuttosto deludenti.
Il nuovo Statuto della SIAE, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale soltanto nel luglio 2001, pur contenendo alcuni elementi innovativi e di apertura democratica, si presenta scarno e lacunoso, in quanto delega problematiche di grande importanza a successivi Regolamenti tuttora ignoti.
Ad es. abolisce la distinzione tra iscritti e soci (istituendo l'unica categoria degli "associati"), ma non dice se gli ex-soci debbano continuare a godere dei loro privilegi, quali il diritto alla pensione (o fondo di solidarietà), oppure se gli ex-iscritti debbano continuare a contribuire al pagamento della pensione ai soci, senza poter usufruire di nulla di analogo per loro stessi.
Peraltro le associazioni di categoria degli autori e degli editori dimostrano più che mai le loro divisioni e la loro incapacità di trovare soluzioni unitarie che possano ricondurre la SIAE ad una situazione di normalità.
Anche sul Regolamento elettorale, le Associazioni litigano e si dividono in due fronti contrapposti.
Da una parte esiste uno schieramento più democratico e propenso ad una adeguata rappresentanza numerica in SIAE anche per i “piccoli” autori ed editori; in questo schieramento però vi sono purtroppo alcuni “nostalgici” troppo inclini al mantenimento di quei vecchi privilegi che, a nostro avviso, sono invece da eliminare.
L'altro schieramento sembrerebbe avere idee più innovative e moderne, ma in realtà è costituito dalla coalizione delle grandi case editrici nazionali e multinazionali, nonché da molti grandi autori. Il problema consiste nel fatto che essi hanno presentato una proposta di Regolamento elettorale nella quale affermano che i seggi in SIAE vanno assegnati per fasce proporzionali al reddito.
Ad esempio applicando questo principio nell'ambito della categoria degli Editori di Musica, ne deriva che, siccome circa il 6% degli Editori percepisce oltre l'80% dei Diritti d'autore, a loro spetta oltre l'80% dei seggi, cioè il controllo totale della stessa SIAE.
Non molto diversa sarebbe la situazione nella categoria Autori.
Sicché, con tale Regolamento, pochissimi grandi editori e pochi autori di successo avrebbero il completo controllo della SIAE.
E poiché le grandi aziende, specialmente multinazionali, sono spinte (necessariamente) dalla pura logica dell'aumento dei profitti, potremmo vedere le loro quote lievitare entro pochi anni dall'80% al 100%.
Se così fosse i "piccoli" autori ed editori non avrebbero più alcuna possibilità di sussistenza e di sviluppo futuro. E uno scenario di questo tipo va evitato e osteggiato in qualsiasi modo.
Per questo l'ACEP (Associazione Autori Compositori e Piccoli Editori, presieduta tuttora dal sottoscritto) ha avanzato proposte alternative democratiche ed equilibrate, condivise anche da esponenti del Ministero dei Beni e Attività Culturali, che attualmente esercita la sorveglianza sulla SIAE.
In ogni caso l'ACEP difenderà sempre i diritti e gli interessi legittimi dei più deboli!
Il prof. MASI, vedendo il disaccordo tra i due schieramenti non si prende ancora la responsabilità di
adottare un Regolamento che inevitabilmente scontenta una delle due coalizioni; e di fatto le elezioni dei nuovi Organi sociali della SIAE risultano bloccate.
A fine giugno p.v. scadrà la proroga del mandato commissariale al prof. MASI, e ancora non si sa se egli verrà riconfermato come commissario straordinario o verrà sostituito da altra persona.
Inoltre, proprio in questi giorni (metà maggio 2002) si è appreso che il Ricorso dell'avvocato RECCA al Consiglio di Stato contro l'Ordinanza di Ripartizione in vigore dal 1° gennaio 2001 è stato parzialmente accolto. Cosicché la SIAE potrebbe essere costretta a rifare i conteggi relativi al 1° semestre 2001 (liquidato a fine gennaio 2002) ed a modificare immediatamente la prossima liquidazione del 2° semestre 2001 (prevista a fine luglio 2002).
Al momento non sono ancora noti i dettagli della Sentenza e le intenzioni della SIAE in merito.
Caro collega, potrai trovare ulteriori notizie e aggiornamenti sul sito dell'ACEP al seguente indirizzo web: www.assoacep.com.
Oppure potrai metterti direttamente in contatto con noi al seguente indirizzo: ACEP - Via Flaminia, 185/B - 47900 RIMINI - Tel. 0541 307371 - Fax. 0541 630064.
A risentirci sul prossimo numero di MUSICA DOMANI.
Cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
Roberto RINALDI
(presidente ACEP)


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