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APRILE 1996: PROPOSTE SULLA NUOVA ORDINANZA DI RIPARTIZIONE DI CLASSE PRIMA E ALTRE IDEE Rimini, 10 aprile 1996 Egregio Sig. Presidente dott. BIDERI e spettabile Commissione della Sezione Musica, abbiamo molto apprezzato l'apertura del dialogo alle associazioni di categoria, al fine di valutare proposte e osservazioni in tema di Ordinanza di ripartizione dei proventi. Tale apertura e' tanto piu' opportuna se si considera che il vigente sistema elettorale rende pressoche' impossibile la rappresentanza delle minoranze all'interno degli Organi sociali della SIAE. Abbiamo letto attentamente le 29 pagine relative allo studio delle varie problematiche attinenti alla ripartizione dei proventi della Sezione Musica, da Lei curato con sintesi, chiarezza e completezza, ad ulteriore riprova di profonda conoscenza ed esperienza in materia. Le richieste dell'ACEP in tema di ripartizione sono gia' state espresse ampiamente nella recente campagna elettorale, per il rinnovo degli Organi sociali della SIAE. Ricordiamo soltanto alcuni dei punti che riteniamo piu' importanti. A) TUTTI I PROGRAMMI MUSICALI RELATIVI ALLA MUSICA ESEGUITA "DAL VIVO" DEBBONO ESSERE RIPARTITI. Elenchiamo qui di seguito alcune motivazioni. In primo luogo, tutti i "Programmi elettorali" delle Liste vincenti (sia di autori che di editori) contenevano come primo punto questa promessa; incluso quello della Lista PENTAFLOWERS, appoggiata dalle sei principali associazioni di editori (ACAE, AIDEM, ANEM, ASAE, EMA ed UNEMI). Pertanto tutti i Commissari eletti per la Sezione MUSICA lo hanno promesso ai loro elettori! E il mantenimento della parola data e', a nostro avviso, gia' un motivo piu' che sufficiente. In secondo luogo, l'Ordinanza di ripartizione adottata dal Commissario VLAD (delibera 137/95 del 14 luglio 1995) accogliendo "fra l'altro le istanze manifestate da iscritti per un ampliamento del numero di programmi musicali da immettere in ripartizione diretta" aveva gia' riconosciuto la necessita' di questo provvedimento, richiesto dalla quasi totalita' degli associati SIAE. Non esistono impedimenti tecnici alla ripartizione di tutti i programmi e l'obiezione dei maggiori costi e' un pretesto. Ben altri sono gli sprechi da eliminare! Ogni programma SIAE (modello 107) segue questo "iter": stampa tipografica, numerazione identificativa progressiva, Direzione Generale, agenzia locale, organizzatore del trattenimento, artista interprete o esecutore, obbligo della compilazione (cioe' tempo e lavoro che non puo' essere richiesto inutilmente!) controfirma dell'organizzatore e riconsegna (pena sanzione), agenzia locale, Direzione Generale, microfilmatura e sua archiviazione, conservazione del programma per sei mesi. A questo punto e' evidente che la maggior parte dei costi e del lavoro e' gia' stata sostenuta! Anche il dott. FIOCCO (attualmente Direttore della Sezione MUSICA, n.d.r.), nella precedente riunione del 21 marzo u.s., ha ribadito che il maggior costo per estendere la ripartizione a tutti i programmi e' irrisorio, affermando inoltre che, per motivi tecnico-organizzativi, e' opportuno che tutti i programmi siano sempre acquisiti in computer, anche ove si decida di non ripartirli. Quindi la ripartizione di tutti i programmi musicali dipende da una volonta' "puramente politica". In terzo luogo, l'Ordinanza di ripartizione deve tendere a fotografare quanto piu' fedelmente possibile la realta' oggettiva e soprattutto deve essere accettata come equa dalla maggioranza degli associati. E' chiaro, come ben esposto nella Sua relazione, che la ripartizione dei PDM (Piccoli Diritti Musicali) non potra' mai essere perfetta, ma deve egualmente tendere ad avvicinarsi! In passato le Ordinanze di Ripartizione hanno prodotto distorsioni, soprattutto perche' percepite come inique o sbagliate. Ad esempio, dal 1986 al 1989, l'Ordinanza prevedeva che il diritto per l'esecuzione di un brano avesse identico valore economico in una saletta da concertino da trenta posti, come in un grande locale da ballo con tremila persone! E se qualcuno ne approfitto' per lucrarci, la responsabilita' va ascritta soprattutto alle normative sbagliate e a coloro che le approvarono. Senza voler accusare gli Organi sociali di incompetenza o mala fede, la situazione fu purtroppo questa! Il sistema a fasce, successivamente adottato, risulta una intelligente mediazione tra il sistema "a quota" (teoricamente il piu' giusto) da una parte, e quello a "punto unico" dall'altra: esso risolve egregiamente le principali controindicazioni dei due predetti sistemi. Purche' si evitino lacci e lacciuoli che, negli anni della loro prima introduzione (1991 e 1992), hanno prodotto l'esclusione dalla ripartizione di oltre un terzo dei programmi, provocando un generale malcontento ed i noti ricorsi giudiziari, alcuni ancora irrisolti. Chiediamo pertanto un sistema a fasce di incasso nel numero che (sulla base di proiezioni statistiche) sara' ritenuto idoneo ad avvicinarsi sufficientemente alla realta', e che non escluda a priori alcun programma musicale, se non quelli rilevati irregolari. In quarto luogo, siamo certi che l'adozione di criteri di Ripartizione ritenuti equi, condurra' a comportamenti completamente regolari da parte dei compilatori materiali dei programmi musicali, cioe' gli esecutori e gli interpreti. Essendo attualmente circa cinquantamila gli associati della SIAE, e' naturale che tanti autori siano anche esecutori. L'esperienza del contatto diretto col pubblico insegna molto all'autore, in ordine ai gusti del pubblico stesso: quasi tutti gli autori di successo vengono "dalla gavetta" dell'esibizione sul palco. E infastidisce non poco il tono di critica e quasi di condanna, che nella relazione traspare nei confronti degli autori-esecutori: solo chi non e' mai salito sul palco, puo' pensarla cosi'! Se qualcuno si comporta male, "non si puo' fare di tutta l'erba un fascio"! Non dimentichiamo che la categoria degli esecutori musicali e' una delle meno tutelate in assoluto (economicamente, sindacalmente, previdenzialmente, ecc.); inoltre, soltanto grazie agli esecutori, che continuano a lavorare spesso in modo precario e malpagato, gli autori ed editori di successo hanno ben guadagnato e continuano tuttora a prosperare; in Italia (ma in altri Paesi non e' cosi') il diritto d'autore e' molto più forte e garantito rispetto al diritto dell'interprete! Riteniamo che l'autore-esecutore possa eseguire liberamente le proprie opere: sara' poi il pubblico a giudicarne il valore, ed il gestore del locale a valutare il soddisfacimento del pubblico. Nella relazione non si considera che non sono piu' i tempi nei quali il pubblico chiedeva all'esecutore esclusivamente pochi brani famosi: oggi l'offerta musicale e' molto piu' ampia, la diffusione dei mass-media e dei prodotti fonografici permette a ciascuno di ascoltare la canzone preferita innumerevoli volte, con la conseguenza che i successi si consumano e finiscono molto in fretta. Soprattutto nella sala da ballo (importante voce di incasso per la SIAE), la maggior parte della "performance" e' lasciata alla discrezione dell'orchestra, che cerca sempre piu' di differenziarsi, personalizzando il proprio repertorio con brani originali, che permettono ai giovani autori di cimentarsi e sperare di divenire, in futuro, autori di successo. Solo una ripartizione dei diritti d'autore analitica e capillare puo' percepire le diverse realta' locali, molteplici e variegate, ma ugualmente degne di tutela. In quinto luogo, come evidenziato nella delibera commissariale n° 137/95, "l'Autorità' Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilevato che un'elevato compenso per l'utilizzo delle opere dell'ingegno puo' trovare giustificazione nel livello tradizionalmente elevato della tutela assicurata al diritto d'autore in uno Stato, da perseguire anche sulla base di criteri di ripartizione che tengano il piu' possibile conto delle informazioni o elementi circa le effettive esecuzioni". Signor Presidente, abbiamo apprezzato molto il Suo discorso di insediamento, pubblicato sul Bollettino sociale n° 6/95, soprattutto ove Lei promette di "essere obiettivo, presente alle varie esigenze e pronto ad ascoltare e valutare i consigli e le aspirazioni di ogni interessato". Condividiamo pure l"esigenza di "armonia" e di pace sociale, affinche' progressivamente diminuisca il malcontento manifestato da molti associati in questi ultimi anni; ci auguriamo vivamente che Lei, pur appartenendo all'UNEMI (l'Associazione dei grandi editori musicali italiani), voglia essere il Presidente di tutti gli associati SIAE, veramente "super partes". Nello stesso articolo, poi, Lei ricorda che "la norma stabilisce che l'autore ha il diritto d'essere compensato ogni volta che viene utilizzata una sua opera". Siamo perfettamente d'accordo: non c'è miglior modo per ristabilire la pace sociale, che quello di dare ad ogni utilizzazione il suo equo compenso. B) RIGUARDO AI CONTROLLI SULLA REGOLARITA' DEI PROGRAMMI MUSICALI, attualmente gli accertatori della SIAE, per contestare eventuali irregolarita' di programmazione del "modello 107", sono presenti da inizio a fine serata, talvolta alternandosi con altri ispettori o con più coppie di ispettori per passare inosservati (pag. 20 della relazione). Pertanto, per controllare un'orchestra si impegnano talvolta fino a quattro persone. A nostro avviso, invece, ogni ispettore della SIAE potrebbe in una sera controllare anche tre o quattro locali, spostandosi in luoghi limitrofi e registrando, ad es., per un'ora in ciascun locale. Ipotizziamo che, in un locale, l'ispettore registri l'esecuzione musicale dalle ore 23 alle 24. In questo lasso di tempo l'orchestra o il singolo esecutore avranno eseguito un certo numero di brani (poniamo 20). A questo punto, l'ispettore SIAE non dovrà far altro che controllare se questi venti brani da lui registrati risultano programmati sul "modello 107". In caso positivo il programma verrà considerato regolare; viceversa, si riterra' il programma parzialmente infedele per la quota di brani mancanti; ad es., se dei venti brani ne mancassero cinque, si considererebbe il programma fedele al 75% e si comminerebbe all'esecutore una sanzione proporzionata. Riteniamo peraltro (considerato che l'esecutore deve innazitutto esaudire il pubblico) che una imprecisione del 10% possa considerarsi tollerabile; al contrario irregolarita' superiori al 50% andranno sanzionate duramente. In tal modo, la produttività degli ispettori aumenterebbe di almeno dieci volte; inoltre, riducendosi enormemente il costo di ciascun controllo, le sanzioni eventualmente inflitte coprirebbero totalmente il costo stesso, che non ricadrebbe più sulla collettività. Potrebbero essere utilmente impiegati, in queste funzioni di ispezione, anche alcuni Tecnici musicali che attualmente svolgono compiti che creano solo problemi ad autori ed editori. Non per colpa loro, ma per l'applicazione pedissequa della legge sul diritto d'autore, che ha alcune incongruenze. L'attuale normativa italiana tutela la linea melodica (di facile creazione) della composizione, ma non l'arrangiamento, che invece richiede grandi capacita', esperienza e anni di studio. Spesso l'autore non e' in grado di arrangiare il proprio brano; e l'orchestrazione risulta sempre determinante nel successo dell'opera. Talvolta l'arrangiatore cambia solo poche note nella linea melodica, ma in ogni caso crea ovvero rinnova completamente l'assetto ritmico e armonico del brano. Cio' premesso, riteniamo che se l'autore originale intenda cedere una parte dei suoi diritti economici e morali dell'opera all'arrangiatore, accettandolo come coautore, deve poterlo fare liberamente, riconoscendo l'importanza determinante del suo apporto creativo; cio' che l'autore originale non puo', e non deve fare, e' rinunciare totalmente alla paternita' dell'opera. Attualmente in questi casi invece accade che, dopo quasi due anni dal deposito dell'opera, una lettera dell'ufficio tecnico-musicale della Direzione Generale ci comunica che la dichiarazione non puo' essere accettata, per mancanza dei requisiti di creativita' da parte del coautore aggiunto e che i relativi proventi sono stati accantonati. Nel frattempo il brano e' stato stampato, divulgato, registrato su supporti fonomeccanici, promozionato, ecc.; ed i relativi investimenti rischiano di finire in fumo. In questi casi invece, a nostro modesto avviso, la SIAE dovrebbe accettare la nuova dichiarazione, limitandosi casomai ad inviare, immediatamente dopo il deposito, una comunicazione all'autore originale, richiedendo conferma sulla cessione di parte dei suoi primitivi diritti (per accertarsi della vera volontà e dell'autenticità della firma sul successivo bollettino di dichiarazione). Cosicche', altri qualificati Tecnici musicali si renderebbero disponibili per controlli ispettivi. Riteniamo che, per il combinato effetto di una Ordinanza di Ripartizione generalmente condivisa (poiche' ritenuta piu' equa) ed i potenziati controlli, entro un paio di anni vedremo gia' positivi effetti di pacificazione sociale e moralizzazione dei comportamenti. C) RIGUARDO ALLA "MAGGIORAZIONE" A FAVORE DEL BRANO EDITO, rispetto all'inedito, siamo favorevoli al mantenimento subordinandola ad effettivi investimenti sull'opera editata (criterio che si sarebbe gia' dovuto adottare nel 1986!) nei seguenti termini. Realizzazione in alternativa di: a) 500 copie di tiratura tipografica; b) 500 copie di floppy-disk con midifile (che oggi spesso sostituisce lo stampato, potendosi estrarre la partitura musicale); c) 500 copiedi un qualsiasi supporto fonomeccanico. Sul bollettino di dichiarazione dell'opera, l'editore dovra' richiedere l'attribuzione della "maggiorazione", autocertificandone i requisiti. Ovviamente continueranno a godere della "maggiorazione" i brani finora considerati editi, sulla base della precedente normativa. Auspicabile sarebbe la fissazione di una quota minima per l'editore (cosi' come gia' previsto a tutela dell'autore), sempre collegata ai sopracitati investimenti sull'opera editata. D) RIGUARDO ALLA RIPARTIZIONE DEI DIRITTI PER UTILIZZAZIONI MEDIANTE STRUMENTI MECCANICI riteniamo opportuno orientarsi gradualmente verso la ripartizione analitica sulla base dei programmi compilati dai D.J. (figura da equipararsi al Direttore delle esecuzioni per la musica dal vivo), previa sensibilizzazione degli stessi alla esatta compilazione del programma musicale e controlli di porzioni di serata, come per la musica dal vivo. Proponiamo una ripartizione a fasce di incasso, che raggruppino i programmi compilati dai D.J. con criteri analoghi a quelli seguiti per la musica dal vivo, cosicche' in futuro si potra' eventualmente andare nella direzione di "accorpare" in un unico sistema ripartitorio sia gli incassi per musica eseguita dal vivo, che quelli relativi a strumenti meccanici. Riteniamo proporzionata la seguente attribuzione di coefficienti di maggiorazione: 6, ai brani registrati su un supporto sonoro in almeno 500 copie (buona parte della musica da discoteca e' registrata solo su disco-mix); 7, ai brani registrati su due diversi supporti (incluso il floppy) per un totale almeno di 1.000 copie; 8, ai brani che, oltre ai due supporti, hanno goduto negli ultimi dieci semestri alternativamente o di utilizzazioni radio-televisive ovvero esecuzioni in 100 locali di 10 diverse province (successo gia' sufficientemente ampio); 9, ai brani che abbiano entrambi i predetti requisiti. E) A NORMA DELLO STATUTO DELLA SIAE e nel rispetto degli accordi internazionali di reciprocita', per incentivare la produzione di musica italiana, va utilizzata una quota dell'F.S.I. (Fondo Speciale Integrativo) per una maggiorazione alle composizioni di genere tipicamente italiano (musica melodica, regionale, folkloristica, ecc.) F) DESTINARE UNA QUOTA DEL F.S.I. ANCHE ALLA "MUSICA PER BANDA". La Banda agisce solitamente mediante "abbonamento", che, all'incirca, versando la somma di lire 90.000 le permette di effettuare 10 prestazioni! Dedotta la provvigione SIAE, rimangono nette poche lire per ciascuna pubblica esecuzione: meno che un'elemosina per autori ed editori! Ricordiamo peraltro che scrivere per Banda non e' facile per l'autore, richiedendosi un arrangiamento per alcune decine di strumenti diversi ed è molto dispendioso per l'editore, che deve stampare mediamente, considerati i "raddoppi", almeno una cinquantina di parti per ciascun brano, oltre alla partitura completa per il Maestro direttore di Banda. Cosicche', mentre negli altri paesi la musica per Banda ha avuto grande sviluppo, in Italia muore (essendo rimasta la "cenerentola") e la si deve importare dall'estero. Certamente la Banda rappresenta un valore culturale, la difesa del quale pero' non deve ricadere totalmente sulle spalle di autori ed editori: le attuali remunerazioni stanno difatti annientando questo genere musicale in Italia, non permettendo investimenti. Al contrario, per i pochi trattenimenti effettuati dalle Bande "fuori abbonamento" vengono invece applicate tariffe molto elevate (300 /500.000 lire) per concerto, anche se per spettacoli di beneficenza, suscitando indignazione e malcontento. Pertanto, siccome la stragrande maggioranza delle prestazioni avviene "in abbonamento", sarebbe auspicabile e probabilmente accettato dagli utilizzatori e dalle "Associazioni bandistiche" un sensibile aumento del costo degli "Abbonamenti" ed una riduzione delle tariffe "Fuori abbonamento". Il saldo sarebbe nettamente favorevole per la SIAE, con soddisfazione di tutte le parti in causa. Non sara' che il problema non viene affrontato perche' chi comanda in SIAE non si occupa di questo genere musicale?!? G) UNA NOTAZIONE RELATIVA AI COSTI DI GESTIONE, CHE SICURAMENTE VANNO CONTENUTI EVITANDO SPRECHI. Abbiamo rilevato una contraddizione fra quanto indicato nella relazione (pag. 26: "nessuna di tali societa' straniere - ben organizzate - trattiene più di 1/7 o, al massimo di 1/6, delle somme incassate, per particolari settori, come sua provvigione") e quanto affermato dal dott. Lucio CAPOGRASSI nell'Assemblea delle commissioni del 22 dicembre 1995 (pag. 10 del verbale: "Aggiunge trattarsi della provvigione media - quella del 15,81% applicata dalla SIAE nel 1995 - piu' bassa d'Europa"). E anche volendo riferirsi alla provvigione per la Sezione Musica (ridotta per il 1995 dal 22% al 20%) la situazione ci pare tutt'altro che tragica. Sappiamo bene che, per il futuro, alcune ombre si profilano all'orizzonte (attacchi degli utilizzatori, incertezza sull'aggio SIAE per la riscossione dell'Imposta Spettacoli, ecc.). Pertanto e' certamente opportuno che il Consiglio di ammistrazione valuti ogni possibilita' di ridurre sprechi ed inefficienze, ma riteniamo che la SIAE, vista con ammirazione dalle Societa' consorelle straniere per la sua organizzazione in grado di incassare e ripartire i Diritti d'autore in modo cosi' capillare, non debba disperdere questo suo patrimonio. H) UN'ULTIMA PROPOSTA: L'ISTITUZIONE DI UN NUMERO VERDE SIAE, al quale autori, editori, utilizzatori e qualunque interessato possano rivolgersi presentando proposte, osservazioni o anche riferire su episodi di malcostume lesivi degli interessi della Societa' e dei suoi associati. Ad es. in Emilia Romagna, soprattutto nelle zone turistiche, l'evasione del Diritto d'autore assume proporzioni sempre più rilevanti; gli esecutori sempre piu' spesso debbono esibirsi in locali che non pagano il Diritto d'autore. Con la loro collaborazione, mediante una telefonata al NUMERO VERDE SIAE, si otterrebbero ottimi risultati nella lotta all'evasione. Ci auguriamo che queste riflessioni, lungamente meditate e in gran parte provenienti direttamente "dalla base", possano rappresentare un pur modesto contributo all'adozione di una nuova normativa di ripartizione che sia la migliore possibile. Distinti saluti. Roberto RINALDI (presidente ACEP) |
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