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 CONVEGNO SULLE PROBLEMATICHE SIAE 

(8 MAGGIO 2000 - DISMA MUSICSHOW - FIERA DI RIMINI)
 
Il Commissario straordinario della SIAE, prof. Mauro MASI, invitato dall'ACEP a questo Convegno ha inviato il seguente telegramma:SIG. ROBERTO RINALDI
ACEP
C.P. RIMINI 9 VIA FLAMINIA 185B
47900 RIMINI
MI SPIACE NON POTER PRENDERE PARTE AL CONVEGNO PER PRECEDENTI IMPEGNI STOP.
LE AUGURO BUON LAVORO E PROFICUI RISULTATI PER IL CONVEGNO.
MAURO MASI - COMMISSARIO STRAORDINARIO SIAE
PROF. MAURO MASI
COMMISSARIO STRAORDINARIO SIAE
VIALE DELLA LETTERATURA, 30
00144 ROMA
08/05/2000


I temi di questo Convegno, organizzato dall'ACEP fin dagli inizi di febbraio 2000, vertono sul nuovo Statuto dellaSIAE e la nuova Ordinanza di Ripartizione. Difatti a quel tempo si riteneva che nel mese di maggio tali nuove normative fossero già state adottate: soprattutto il nuovo Statuto della SIAE per il quale, in base al D.Lgsl. 29/10/1999, n° 419, veniva fissato un termine ORDINATORIO di approvazione fissato per la fine di febbraio 2000.
Invece l'iter riformatore ha viaggiato più lentamente del previsto e ci troviamo oggi a dover discutere di temi ancora in divenire.
Così anche per l'Ordinanza di ripartizione abbiamo solo indicazioni di massima su una Ordinanza c.d. "a quota", fortemente voluta dal Commissario MASI, ma non si conoscono ancora i relativi dettagli.
Sul nuovo Statuto SIAE diamo la parola all'avv. Paolo AGOGLIA.
Paolo AGOGLIA. 
Il 5 maggio u.s. l'Assemblea delle Commissioni SIAE avrebbe dovuto esprimersi sul nuovo Statuto; ma tale Assemblea è stata rinviata al 23 maggio p.v. in quanto da più parti il Commissario MASI ha ricevuto richieste di una pausa di riflessione e di alcune modifiche. 
L'iter previsto dalla legge prevede che il Commissario, facente le funzioni del Presidente e del Consiglio di Amministrazione della SIAE, proponga lo Statuto alla Assemblea delle Commissioni che lo approva. 
Poi lo Statuto deve essere successivamente approvato anche dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, quale autorità vigilante, che lo emanerà con un Decreto ministeriale.
Lo Statuto è comunque solo il punto iniziale, il "prius" che sarà poi seguito da tre o quattro Regolamenti applicativi che saranno emanati dalla Assemblea delle Commissioni, incluso il Regolamento elettorale che poi disciplinerà l'elezione dei nuovi Organi associativi della SIAE.
Il Commissario MASI è stato prorogato nel suo incarico sino al 31 dicembre 2000, ed entro quella data si dovrebbe aver già il nuovo Consiglio di amministrazione, scaturente dalle nuove elezioni degli Organi sociali della SIAE.
La nuova legge sul Diritto d'autore attualmente in discussione in Parlamento darà alla SIAE compiti più penetranti e precisi anche di controllo insieme all'Autorità delle Telecomunicazioni, riguardo alla PAY TV, all'emittenza privata, la tutela dei diritti sulle fotocopie, le rassegne stampa e l'opera dell'ingegno di tipo giornalistico.
Confermato il ruolo della SIAE nel settore fiscale, affiancando Guardia di Finanza e Ufficio IVA, nel controllo dell'IVA sugli Spettacoli e dell'Imposta sugli Intrattenimenti, la SIAE propone alle istituzioni un ruolo anche nel settore della Previdenza per i lavoratori dello Spettacolo.
Abbiamo un patrimonio che non va disperso, la presenza capillare sul territorio, cioè 750 mandatari, 50 filiali e 14 Sedi regionali per un complessivo di 5.000 addetti.
Cerchiamo di stringere i tempi compatibilmente con le esigenze di approfondimento.
Gianluca ROTINO. 
La modifica statutaria può risolvere alcuni dei problemi della SIAE, ma ricordiamo che il commissariamento dellaSIAE è dovuto sia a carenze democratiche, sia a incapacità gestionale e disfunzioni amministrative, come rilevato anche dal precedente Sottosegretario MINNITI. 
La SIAE è ente "bifronte" in quanto, pur muovendosi nell'ambito del mercato, è Ente pubblico assimilato alle amministrazioni ministeriali; cosicché un dirigente della SIAE percepisce uno stipendio pari al primo Presidente della Cassazione!!!
Anche da ciò derivano pertanto negatività di Bilancio a fronte di incassi pur rilevanti.
Il nuovo Statuto della SIAE comunque presenta delle sviste.
In particolare riguardo al "fantasma" del Fondo di Solidarietà che da oltre sei anni ci si aspetta estenda le sue prestazioni anche agli iscritti, da cui ha percepito peraltro la trattenuta del 4%, nell'articolo che lo disciplina va indicata la natura delle prestazioni da erogare, cioè prestazioni previdenziali mediante un Fondo a capitalizzazione con c.d. "paternizzazione" dei versamenti, dimodoché ci sia una equa corrispondenza tra quanto l'associato ha versato e quanto andrà a percepire. Cioè non un sistema ripartitorio che ha creato i problemi che tutti noi conosciamo.
Riguardo ai compiti più pregnanti che avrà la SIAE, anche in collaborazione con la Autorità delle Telecomunicazioni, certamente questo è un fatto positivo; mi sembra però che la SIAE dovrebbe essere sottoposta ad un maggior controllo da parte del Parlamento, soprattutto riguardo alla sua funzionalità amministrativa, nonché sana ed economica gestione. A maggior ragione con un Consiglio di Amministrazione che, una volta nominato dalla Assemblea, assomma a sé tutti i poteri, mentre le Commissioni di sezione diventano soltanto organi consultivi.
Federico MONTI ARDUINI.
Abbiamo esposto al Prof. MASI i nostri punti di vista più salienti. 
In primo luogo la tutela e la considerazione delle minoranze, le quali anch'esse debbono essere rappresentate. Occorrerà trovare il criterio idoneo che dia il giusto peso specifico a chi non ha vinto le elezioni, ma ciononostante rappresenta una quota parte degli associati. 
In secondo luogo riteniamo basilare un controllo sulle programmazioni, per evitare storture, talvolta anche completamente legali, ma che portano ad una alterazione nella correttezza degli incassi e delle relative ripartizioni.
Un terzo punto che abbiamo ribadito a MASI è la difesa assoluta della capillarità della raccolta dei diritti d'autore; la nostra rete organizzativa è il fiore all'occhiello che fa della SIAE la migliore Società di Autori esistente al mondo.
Ho esperienza e profonda conoscenza dell'estero. La SIAE riesce a raccogliere diritti che le altre Società non si sognano neppure. E sono contrario a che la SIAE, così ben organizzata, invii all'estero delle somme cospicue senza riceverne in cambio, dalle Società straniere, contropartite adeguate o corrispondenti.
Lo squilibrio esistente va controbilanciato e la SIAE deve cominciare ad essere attiva anche all'estero e organizzarsi a raccogliere anche i diritti che vengono prodotti dalle opere italiane all'estero.
L'ultimo punto sul quale ci siamo battuti fortemente e sul quale, devo dire, siamo stati ascoltati riguarda il Fondo di Solidarietà, il quale deve diventare una entità organizzativamente staccata e indipendente dalla SIAE e deve dare agli autori quanto giustamente si meritano.
Paolo AGOGLIA.
Riguardo alle accuse che piovono sulla SIAE, una parte certamente le ha meritate, altre no. Sappiamo che è stata l'abolizione dell'Imposta sugli Spettacoli (senza prevedere alcuna contropartita) che ha messo in crisi la SIAE.
Roberto PIETRANGELI.
Io rappresento il FORUM DELLO SPETTACOLO, come già esposto a Faenza nel febbraio u.s. in occasione del Salone BALLO IN FIERA; si tratta di uno strumento nuovo fondato nell'ottobre 1999, che ha messo insieme 26 associazioni del settore dello spettacolo, tra le quali l'ACEP, e che si pro pone di portare avanti politiche innovative a salvaguardia delle diverse categorie che operano in questo mondo.
Si tratta di un mondo molto frastagliato e mettere insieme i vari interessi, talvolta contrastanti, non è facile; ma è necessario, per avere dagli organi politici delle risposte positive che diano soluzione a problemi che la categoria da anni non riesce a risolvere. Ad es. il problema della Previdenza.
Noto con piacere che quest'anno il Convegno dell'ACEP ha un atmosfera molto più costruttiva e meno tesa rispetto al Convegno dello scorso anno; questo è un chiaro segnale di come gli associati guardino alla SIAE ed ai problemi che la stessa deve risolvere con maggiore ottimismo e fiducia.
Lo stesso paese Italia sta rapidamente cambiando sulla spinta della tecnologia, creando problemi ma nel contempo aprendo nuove opportunità. Importanti saranno le intese tra le varie parti in gioco, affinché si trovino quei punti di equilibrio che permettano una crescita ed uno sviluppo armonico e condiviso.
Ritengo che in questa fase il processo di rinnovamento della SIAE deve essere da tutti sostenuto; il FORUM DELLO SPETTACOLO è presente sul piano propositivo. Il momento delle polemiche è passato ed ora bisogna avere la forza e la capacità di guardare avanti, contribuendo a questo processo di modernizzazione.
Roberto RINALDI.
Vorrei porre una domanda all'avv. AGOGLIA che fra poco dovrà prendere il treno per ROMA. L'art. 22 del nuovo statuto della SIAE, tra le norme transitorie prevede che uno dei Regolamenti da adottare disciplinerà "anche il passaggio degli attuali iscritti e soci tra gli associati".
Questo sembrerebbe voler dire che IN FUTURO NON ESISTERANNO PIU' ISCRITTI E SOCI, MA SOLTANTO ASSOCIATI. 
Inoltre riguardo al regolamento elettorale, cosa significa la frase "l'elezione si svolge su base regionale"?
Paolo AGOGLIA.
Sì, le distinzioni saranno abolite se l'assemblea lo vorrà. Questo va ad incidere sulle aspettative giuridiche delle due attuali categorie di associati. Occorrerà poi vedere se mantenere o meno la figura del mandante. E' probabile che una qualche differenziazione permanga, con arricchimenti e precisazioni normative. L'Assemblea è comunque sovrana e potrà decidere liberamente come vorrà.
Riguardo all'elezione su base regionale, deriva da un idea del consulente legale del Commissario MASI (l'avvocato Sabino CASSESE) il quale prefigura una sorta di federalismo organizzativo, nel quale il capoluogo di regione diverrà sede del seggio elettorale e al quale andranno indirizzati i voti per corrispondenza.
PRECISIAMO CHE POI NELLA VERSIONE DEFINITIVA DEL NUOVO STATUTO SIAE, IL PROF. MASI HA ACCOLTO LA RICHIESTA DELL' ACEP DI ISTITUIRE SEGGI IN OGNI PROVINCIA ITALIANA.
Si apre il dibattito al pubblico degli intervenuti.
Mauro TOME'.
Prendo atto che questa non è la sede adatta per domande specifiche.
Mi farò pertanto degli auspici. Ha detto PIETRANGELI che il tempo delle polemiche è finito. E' anche vero però che gli errori del passato dovrebbero insegnare qualcosa. Invece non mi pare così.
Innanzitutto al Consiglio di amministrazione, che già in passato aveva poteri immensi e la cui incapacità ha portato al Commissariamento della SIAE, il nuovo Statuto assegna ancora maggiori poteri, togliendo alle Commissioni di Sezione anche l'unica prerogativa di predisporre le Ordinanze di ripartizione.
In secondo luogo, riguardo al Regolamento elettorale, da una parte si toglie la differenziazione tra iscritti e soci, mentre dall'altra si istituisce una sorta di voto per fasce di incassi che, di fatto, ristabilisce ulteriori distinzioni.
In terzo luogo, riguardo all'Ordinanza di ripartizione, si continua a guardare alla "pagliuzza" della Classe Prima, dove certamente vanno perseguite le irregolarità di programmazione, quando poi le grosse "travi" viaggiano indisturbate. Mi riferisco alla Classe Terza con sigle radiotelevisive e sottofondi strapagati, alle esagerate maggiorazioni di Musica classica, alla R.S. di Classe Quinta, ecc. ecc.
Allora mi viene il dubbio che questo tanto sbandierato rinnovamento sia soltanto di facciata e non reale.
Federico MONTI ARDUINI.
A questo proposito, comunica di aver presentato, a nome della sua associazione EMA, proposte di modifica dell'intera Ordinanza di ripartizione, già da due anni a questa parte. 
Enrico SCARDIA
Quale Commissario della Sezione Musica facente parte del comitato di sei persone che attualmente studia la nuova Ordinanza di ripartizione, afferma che il predetto comitato non e' stato informato su dette proposte.
Federico MONTI ARDUINI
Logicamente le proposte EMA sono state presentate per via gerarchica, prima al Direttore generale Francesco CHIRICHIGNO, poi all'allora Direttore della Sezione Musica Gianfranco FIOCCO, poi al Commissario Mauro MASI ed infine al nuovo Direttore della Sezione Musica, Sabina RICCARDELLI.
Paolo AGOGLIA
Vi assicuro che in SIAE tira aria nuova e certi soggetti non ci sono più. Io sono un assoluto fautore della sovranità della base associativa. Occorre certamente risolvere questi problemi, ma con un atteggiamento di collaborazione, affinché le cose cambino veramente e nella giusta direzione.
Un capo orchestra partecipante al Convegno ripropone il problema dei programmi musicali SIAE con solo 62 caselle, assolutamente insufficienti ad elencare tutti i brani eseguiti nelle serate musicali (peraltro di durata crescente e nelle quali si eseguono sempre più frequentemente medley e fantasie di canzoni), nonché la indisponibilità del secondo programma, necessario per completare una corretta compilazione e ad evitare il conseguente rischio di subire severe sanzioni in caso di controllo SIAE.
Roberto RINALDI
Faccio presente che io stesso già da molto tempo (come anche altri colleghi commissari) ho fatto presente ripetutamente, ma invano, alla dirigenza SIAE questo problema: per tutta risposta i programmi sono stati ridotti da 80 a 70 caselle e poi da 70 a 62.
Mauro TOME'
Perché la dirigenza SIAE decide autonomamente, senza neppure chiedere il parere della Commissione Musica, di abbassare il numero delle caselle dei programmi SIAE?
Paolo AGOGLIA
Questo problema mi sembra talmente grande da sembrare incredibile.
Ma perché i Commissari non hanno chiesto che si portasse in Commissione questo problema?
Mauro TOME'
Glielo ha appena detto Roberto RINALDI.
Roberto RINALDI
Abbiamo presentato tante proposte e su tanti argomenti, non solo su questo. Purtroppo non sono state mai inserite all'Ordine del giorno.
Mauro TOME'
Ogni anno in occasione della assemblea ACEP si ripropone regolarmente questo problema. Siccome l'Ordinanza di ripartizione prevede che al massimo siano ripartiti i programmi con numero di brani non superiore al doppio della media nazionale per il ballo e il triplo per il concertino, basterebbero due lire di carta in più per permettere a quel signore capo orchestra di non prendere la multa.
Federico MONTI ARDUINI.
Il problema è avere nelle Commissioni persone che incomincino a fare il mestiere di Commissari, evidenziando i problemi che esistono. Mi dispiace dirlo, ma non è colpa della SIAE. Il signore capo orchestra ha ragione, ma dovrà stare attento a dare il voto, quando verranno le prossime elezioni, ad una persona che veramente seguirà i suoi interessi. Questa è l'unica soluzione.
Mauro TOME'
L'Ordine del giorno non lo fanno i Commissari, spetta alla Dirigenza SIAE e agli Organi superiori.
E siccome esiste la gerarchia, a cui tu stesso facevi prima riferimento, i Commissari, se l'argomento non è all'Ordine del giorno, non ne possono parlare altrimenti vengono espulsi.
Mario DE MARTINI
Ribadisco che le proposte sono state fatte, sia queste dei programmi musicali con poche caselle, che tante altre. Il problema che fino ad ora in SIAE le proposte che io stesso ho presentato e di cui ho ampia documentazione, finiscono per essere ignorate, o perché quelli che sono considerati i microproblemi passano sempre in secondo piano, oppure per altri motivi. Da quattro anni sentiamo dalla base sollevare gli stessi problemi. Portateli una buona volta all'Ordine del giorno e parliamone (rivolto ad AGOGLIA).
Paolo AGOGLIA
Io mi occupo dell'ufficio normativo della SIAE. Non sono a conoscenza di tutto e sono tanti i problemi che la SIAEdeve affrontare. 
Mi impegno a portare queste vostre istanze al Commissario MASI.
Gianluca ROTINO.
Sono d'accordo che scegliere bene i rappresentanti da eleggere negli Organi sociali della SIAE è importante, così come pretendere l'impegno degli uffici della SIAE. Solo così possono cambiare le cose. Anche l'ASAE, così come l'EMA, l'ACEP ed altre associazioni, ha presentato proposte di modifica dell'ordinanza di ripartizione; ma come come al solito tutto si è fermato alle "gerarchie".
Quindi noi continuiamo a fare il nostro ruolo e speriamo che dall'altra parte ci sia la collaborazione auspicata e promessa oggi.
Il dott. Paolo AGOGLIA deve assentarsi per il viaggio di ritorno a ROMA.Roberto RINALDI (rivolgendosi a tutti gli intervenuti)
Potete proporre anche altri argomenti di discussione. Ritornando all'articolo dello Statuto che prevede la confluenza di iscritti e soci nella nuova categoria degli associati, vorrei sapere cosa ne pensate. Immagino che la maggioranza degli iscritti sia favorevole, ma forse alcuni soci non la pensano così.
William FORNACIARI.
Io anche se sono socio, sono d'accordo sulla eliminazione della distinzione tra soci e iscritti. Riguardo alla previdenza ritengo che le prestazioni debbano essere date a ciascun associato in rapporto agli incassi che ciascuno ha percepito dalla SIAE. L'importante è fare le cose giuste, come finora non hanno mai fatto.
Gianluca ROTINO.
Da anni seguo per l'ASAE i problemi del Fondo di solidarietà. Proposte sono state da noi presentate agli uffici dellaSIAE, bollate, depositate, registrate, lette, ma non sono mai giunte alle Commissioni.
Si sono fermate agli uffici. Abbiamo studiato e lavorato tanto su queste proposte; quintali di carta sono stati consumati. Anche prospetti di compagnie di assicurazione, che sono stati bocciati a favore di un "brookeraggio" delle Generali di Roma. Ma lasciamo stare. In futuro quando noi associazioni invieremo proposte, le comunicheremo anche ai Commissari, cosicché almeno tutti sappiano che tali proposte poi vengono regolarmente insabbiate.
William FORNACIARI
Io ho tentato di parlare con il Commissario MASI, ma non ci sono riuscito. Il suo avvocato mi ha invitato ad inviare un fax per esporre il mio punto di vista. Cosa che io fatto non ricevendone risposta. Oggi speravo di incontrarlo, ma anche oggi non c'è.
Roberto RINALDI
Certo oggi poteva essere un occasione per il prof. MASI di incontrare la base associativa; egli da un' anno è Commissario della SIAE e credo che abbia avuto poche occasioni per incontrare i "piccoli" autori ed editori. Noi l'abbiamo invitato già dal mese di febbraio ed abbiamo insistito anche nei giorni scorsi. Il problema principale è stato il ritardo nella discussione e approvazione di queste normative statutarie, per cui anch'egli non avrebbe potuto, in questo momento, darci certezze.
Anche perché ho l'impressione che le solite lobby di potere stiano pesantemente influenzando le idee di base del Commissario MASI sul nuovo Statuto della SIAE. Ad esempio nell'art. 20 di questa ultima versione di bozza statutaria (che dovrebbe trattare la PROMOZIONE, perché la PREVIDENZA è trattata all'art. 19) è stato aggiunto un nuovo comma che ripropone, come nel vecchio Statuto, un contributo alla Cassa Librettisti o altre Casse similari.
La SIAE si dovrebbe, a nostro avviso, occuparsi di previdenza a favore di tutti i suoi associati e non solo di alcuni.
Il timore è che alla fine, seppur con uno Statuto diverso e molto più sintetico, si finisca per riproporre i soliti privilegi e praticamente non cambiare nulla.
Mario DE MARTINI
Certo i Regolamenti attuativi potrebbero poi ristabilire differenziazioni tra gli associati simili a quelle vigenti in passato.
Federico MONTI ARDUINI
Sono stato presente a molti incontri con MASI. Dai politici ci si può anche aspettare dei voltafaccia clamorosi, comunque ho sentito sempre affermare, dai rappresentanti del Governo, che dovrà sparire la differenziazione tra iscritti e soci.
Roberto RINALDI
Concludiamo questo convegno ringraziando di cuore tutti gli intervenuti. E invito tutti a tenersi in contatto con l'ACEP, anche attraverso il sito Internet dell'associazione www.assoacep.com.


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