SECONDA
LETTERA AL MINISTRO URBANI E AL COMMISSARIO MASI (25 settembre 2001)
ASSOCIAZIONE AUTORI, COMPOSITORI E PICCOLI EDITORI (A.C.E.P.)
Via Flaminia, 185/B - 47900 Rimini - C.P. Rimini 9 - Tel. 0541 307371
- Fax. 0541 630064
Rimini, 25 settembre 2001Al Ministro Giuliano URBANI
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 ROMA
Al Prof. Mauro MASI
Commissario Straordinario della SIAE
Viale della Letteratura, 30 - 00144 ROMA
e p.c. Alle associazioni di autori ed editori
(Lettera e fax di 3 pagine)
Illustre Ministro URBANI e pregiatissimo Commissario MASI,
anche riferendosi alla nostra precedente lettera datata 5 settembre
u.s., siamo venuti a conoscenza, seppur in modo ufficioso, di notizie
inerenti il nuovo Regolamento elettorale della SIAE, indicato ai comma
3 e 4 dell'Art. 4 del nuovo Statuto, e che dovrà essere preventivamente
approvato dall'Autorità vigilante, cioè dal Ministro per
i Beni e le Attività Culturali.
Se le notizie pervenuteci risultano esatte, ravvisiamo in numerose norme
del nuovo Regolamento elettorale delle “criticità”
che vanificano completamente l'apertura democratica apportata dal nuovo
Statuto della SIAE. Anzi, ponendo ostacoli talvolta insuperabili ad
una libera competizione elettorale, peggiorano sensibilmente la precedente
pur criticata normativa.
Non entriamo nel dettaglio delle singole norme, non essendo in possesso
della versione ufficiale del Regolamento elettorale che si vorrebbe
adottare. Elenchiamo comunque succintamente alcuni degli elementi che
reputiamo sicuramente negativi ivi contenuti.
1)Oltre la metà degli associati verrebbero esclusi dall'esercizio
del voto attivo (cioè la possibilità di eleggere propri
rappresentanti nell'Assemblea SIAE). Ciò senza considerare la
Sentenza del Consiglio di Stato che nel 1995, in sede di Ottemperanza,
produsse il blocco del procedimento elettorale già iniziato,
stabilendo che tutti gli associati hanno diritto al voto attivo.
2)Le “fasce reddituali”, previste genericamente nel nuovo
Statuto della SIAE, sono state fissate nel Regolamento elettorale a
livelli così alti (specialmente nella Categoria Editori) da comprimere
totalmente la possibilità di una libera e democratica competizione
elettorale. Inoltre “fasce reddituali” come quelle prospettate
riducono eccessivamente il numero di possibili candidati editori in
alcune Sezioni come la Lirica e l'OLAF, rendendo di fatto impossibile
la formazione di una pluralità di Liste elettorali e si profila
pertanto, come in passato, una Lista unica preconfezionata, o al massimo
due Liste, ma entrambe calate dall'alto.
3)I tempi del procedimento elettorale sono stati dimezzati, passando
dai novanta giorni del precedente Regolamento ai quarantacinque giorni
del nuovo Regolamento. Contestualmente le formalità burocratiche
sono state appensantite (indisponibilità, contrariamente al passato,
di elenchi ufficiali degli aventi diritto al voto passivo, obbligatoria
richiesta agli uffici della SIAE di certificazioni e attestazioni in
tempi ristrettissimi, ove anche il minimo ritardo nella risposta può
far decadere i termini, ecc.)
4)Le Liste elettorali vanno consegnate entro venti giorni dalla data
fissata per le elezioni, contro i quarantacinque giorni previsti nel
passato Regolamento elettorale. Anche in questo caso il peggioramento
risulta enorme. Considerato che nei venti giorni sono inclusi anche
i tempi tecnici che la Commissione elettorale si riserva per decidere
l'ammissibilità delle liste, i giorni assegnati ai promotori
della Lista per sostituire eventuali candidati o sanare errori, ecc.;
praticamente si giunge alle votazioni senza poter poter organizzare
alcuna Campagna elettorale.
5)Il nuovo Regolamento stabilisce che la Lista elettorale deve coprire
completamente tutte le candidature, per tutte le “fasce reddituali”
e per tutte le cinque Sezioni SIAE (Musica, Lirica, DOR, OLAF e Cinema).
Anche in questo caso il peggioramento è notevole, in quanto il
precedente Regolamento elettorale ammetteva la possibilità di
Liste incomplete, le quali coprissero i candidati di almeno tre Sezioni
su cinque. Cosicché in tempi dimezzati si quadruplica la complicatezza,
considerato anche il nuovo parametro delle “fasce reddituali”.
Da notare che la soluzione più democratica sarebbe quella di
consentire ad ogni Sezione della SIAE di formare Liste autonome di candidati;
invece il sistema adottato permette alla Sezione Musica di scegliere
i candidati anche per le altre Sezioni, disponendo del 90% dei voti
totali.
Pertanto, per le Sezioni Lirica, DOR, OLAF e Cinema un tale procedimento
elettorale è quanto di più antidemocratico possa esservi.
6)I candidati c.d. “di minoranza” (in quanto ottengono il
seggio pur essendo candidati nella Lista seconda classificata) nelle
Sezioni diverse dalla Musica sono in numero mediamente corrispondente
al 25% rispetto al totale dei seggi disponibili. Pertanto perché
nella Sezione Musica tale percentuale si riduce dal 25% al 6% circa
(2 seggi su 32 totali)?
7)Considerato che nelle Sezioni diverse dalla Musica i seggi sono equamente
suddivisi tra le varie “fasce reddituali”, perché
nella Sezione Musica i seggi riservati alla fascia bassa (sia per gli
autori che per gli editori) sono sempre nettamente inferiori rispetto
alle fasce media e alta? Ciò costituisce un'ulteriore aggravante
rispetto a quanto esposto al precedente numero 2), cioè che le
fasce, specialmente per la Categoria editori, sono state fissate a livelli
troppo alti.
8)Nel nuovo Regolamento elettorale v'è una lacuna enorme, costituita
dalla mancanza di una norma analoga a quella presente nell'Art. 37,
comma 4, del precedente Statuto della SIAE, ove si stabiliva che: “Qualora
nell'ambito di una Sezione, in applicazione dei criteri di accesso all'elettorato
di cui ai due commi precedenti, non si pervenga ad un numero di iscritti
ordinari aventi diritto di essere votati ad almeno dieci volte il numero
dei seggi disponibili ....... (omissis) ......., le corrispondenti medie
di incasso relative alla categoria interessata, ferme restando le anzianità
di iscrizione indicate, vengono ridotte sino al raggiungimento dei suddetti
numeri minimi”. Anche in questo caso il peggioramento è
enorme, in quanto nel nuovo Regolamento c'è solo un riferimento
simile riguardante le “fasce reddituali”, ma assolutamente
insufficiente a garantire una pluralità di possibili candidature.
9)Infine ci giunge voce esservi, nel nuovo Regolamento elettorale, anche
una norma secondo la quale gli ex “soci” della SIAE, in
materia di elettorato passivo, non sarebbero soggetti alle norme generali,
cui invece sono soggetti gli ex “iscritti”. Pertanto il
“socio” sarebbe sempre eleggibile anche senza averne i requisiti
economici, ma soprattutto sarebbe eleggibile in qualsiasi “fascia
reddituale”.
Cosicché il “socio autore” che incassa centomila
lire annue potrebbe candidarsi al posto dell”'iscritto autore”
che incassa trecento milioni annui! Come pure il “socio editore”
che incassa dieci miliardi annui potrebbe sostituire nella Lista e prendere
il seggio riservato all'”iscritto editore” che incassa un
milione annuo!
Crediamo che questa, “chiamiamola eccezione”, dia il fatidico
“colpo di grazia” definitivo alla ventata di rinnovamento
democratico portata dal nuovo Statuto della SIAE.
Questa norma servirebbe per “infarcire” i nuovi Organi sociali
di tanti esponenti “ex soci”, con il risultato di procrastinare
e mantenere per il futuro quelle disuguaglianze e quei privilegi che
già dieci anni fa sono stati la ragione dei primi “commissariamenti”
della SIAE.
Per quanto sopra esposto, ribadiamo nuovamente la richiesta contenuta
nella precedente lettera, nella quale la nostra associazione (peraltro
in sintonia con altri sindacati) chiede al Commissario straordinario
della SIAE che, così come fece con la bozza dello Statuto nella
primavera dello scorso anno, prima dell'approvazione da parte dell'Assemblea
delle Commissioni di Sezione, voglia tempestivamente informare tutte
le associazioni di categoria degli autori e degli editori sulle norme
regolamentari che si intendono adottare, allo scopo di ottenerne pareri
e suggerimenti, da tenere nella debita considerazione.
Ci giungono anche voci secondo le quali si vorrebbe intraprendere e
concludere il procedimento elettorale dei nuovi Organi sociali della
SIAE entro la fine dell'anno, prima della scadenza del vigente mandato
commissariale.
Ma non riusciamo a comprendere le motivazioni di tutta questa fretta.
Se per giungere all'adozione del nuovo Statuto della SIAE (peraltro
estremamente sintetico e che demanda molto ai Regolamenti) ci sono voluti
ben quattro anni della precedente legislatura ed oltre due anni dell'attuale
commissariamento, si potrà pure attendere qualche settimana per
controllare che il nuovo Regolamento elettorale non contenga errori,
lacune o elementi negativi e poco democratici.
Illustre Ministro URBANI e pregiatissimo Commissario MASI,
i pareri e suggerimenti delle associazioni di autori ed editori risultano
ancora più importanti essendo attualmente vacanti gli Organi
sociali della SIAE, nonché considerata la maggioranza qualificata
dei due terzi, stabilita dal comma 3 dell'Art. 4 del nuovo statuto,
per l'approvazione del Regolamento elettorale sopra citato.
In attesa fiduciosa della Vostra risposta, ringraziamo e porgiamo i
migliori saluti.
Roberto Rinaldi (presidente ACEP)