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DEL CONVEGNO "SIAE: SPECIALE ELEZIONI" RIMINI - 14 APRILE 2003 - SALA DIOTALLEVI - ORE 14,30 In data 14 aprile 2003, alle ore 14,30 presso la nuova Fiera di Rimini, in occasione del Salone espositivo DISMA MUSICSHOW, l'associazione ACEP ha organizzato un Convegno sul tema: SIAE: SPECIALE ELEZIONI DOMENICA 8 GIUGNO SI VOTANO I NUOVI ORGANI SOCIALI DELLA SIAE Sul tavolo dei relatori sono seduti (nella foto partendo da sinistra): Roberto RINALDI (autore, editore, presidente ACEP), moderatore, Athos POMA (autore, editore, vicepresidente ACEP), Roby FACCHINETTI (del gruppo I POOH, noto autore, compositore ed editore), Alberto TESTA (autore di testi di successo, consiglio direttivo UNCLA), Ezio LEONI (direttore d'orchestra, autore, consiglio direttivo UNCLA), Silvano GUARISO (autore, editore, segretario amministrativo UNCLA). Si sono successivamente alternati al tavolo dei relatori Maurizio CORECHA' (editore, discografico, consigliere EMA - Editori Musicali Associati) e Vincenzo BARBALARGA (autore, editore, vicepresidente ACEP).Agli ospiti partecipanti al Convegno è stato distribuito preventivamente, su carta intestata dell'associazione ACEP, un documento informativo. Inizia il dibattito alle ore 14,30 circa. Ezio LEONI: Siamo qui per parlare di un problema che ci riguarda tutti, quello del riassetto della SIAE. Rispetto alle precedenti tornate elettorali, la situazione è più ingarbugliata e difficile, anche perché le forze in campo dalla parte delle multinazionali sono pesanti, come sono pesanti i loro propositi. Privatizzare la SIAE e ridurne drasticamente il personale (massimo mille persone, sono parole loro), nonostante tutti i compiti che la SIAE è chiamata a svolgere per gli autori e gli editori, nonché per i servizi per conto terzi. Ciò sembra quasi una barzelletta. Preoccupa particolarmente il fatto che questa cordata di aziende, perlopiù multinazionali, è costituita da tutti produttori discografici. Essi non fanno il mestiere dell'editore puro, cioè la promozione e il collocamento del pezzo, che è la ragione per la quale l'autore cede la metà dei propri diritti. Alberto TESTA: Vorrei soltanto precisare che la differenza fra l'editore puro e l'editore discografico è che che al produttore discografico non interessa che il brano musicale duri nel tempo e che il valore stesso dell'autore si prolunghi continuativamente nel tempo. Interessa che si venda un disco immediatamente. Che il guadagno sia immediato, non prolungato nel tempo. Non che siano cattivi, ma fanno soltanto il loro lavoro. Noi autori invece dobbiamo fare il nostro di mestiere; ed il vero editore aiuta gli autori ad avere il massimo delle possibilità per capire il proprio lavoro, anticipare i gusti del pubblico ed avere successo. Ma mentre il discografico ha l'esigenza di avelo tutto subito, l'autore vuole ed ha l'interesse che il suo successo duri il più possibile nel tempo. Ezio LEONI: Quello che giustamente sta dicendo Alberto è che l'editore puro ha tutto l'interesse a costruirsi un catalogo che rimanga nel tempo, a coltivarsi i bravi autori perché costituiscono una rendita sicura. Inoltre al produttore discografico non interessa che l'autore sia italiano, ma soltanto che si venda il prodotto fonografico. Teniamo conto inoltre che questo gruppo di aziende multinazionali ha anche un altro disegno che è ancora più preoccupante: quello di eliminare la ripartizione "capillare" e arrivare ad una ripartizione per "campionamento", su tutto e non solo sulla discoteca. Vengono ripartiti soltanto quei brani che rientrano nel loro "campionamento". Chissà poi come lo vorrebbero fare? Con tutti i rischi e le incognite che ciò comporta. Per cui, mai come questa volta gli autori debbono essere fermi e reagire a fronte di questi propositi. E' nostro dovere votare, anche se il Regolamento elettorale ha purtroppo un'ispirazione ben definita con complicazioni create ad arte per rendere difficile una presa di posizione da parte della grande massa degli autori. Noi dobbiamo reagire e non farci suggestionare da nomi altisonanti come SONY, EMI, UNIVERSAL. E' gente cui non interessa niente degli autori e della musica italiana. A loro interessa vendere il disco, quando lo producono loro. Ma nel 80 o 90% dei casi si limitano a pubblicare quello che la casa madre gli impone, senza alcun intervento e senza creatività. E vi parla uno che ha passato la sua vita nelle case discografiche, ma non aspettando che le case madri inviassero le matrici dei dischi che erano in classifica in America, ma ho battuto balere e locali per scovare artisti del calibro di Adriano Celentano, Tony Dallara, Fausto Leali, Fausto Papetti, ecc. ecc. E questo purtroppo non succede nelle case discografiche multinazionali. Qualche anno fa ho proposto (e non mi vergogno a far nomi) alla SONY Andrea BOCELLI. Mi hanno risposto che non gli interessava. Concludo ricordandovi che l' 8 giugno determinerà il destino degli autori, dei piccoli, dei medi e dei grandi autori. E soprattutto ricordiamoci che dobbiamo difendere la capillarità della ripartizione della musica dal vivo. E' quella la nostra vita. Quindi vi sollecito e vi esorto ad andare tutti a votare e sapendo bene per chi votare. Per chi sarà pronto a difendere i nostri interessi. APPLAUSO. Roby FACCHINETTI: Oggi mi trovo in un ruolo nuovo, grazie agli amici dell'UNCLA e dell'ACEP che mi hanno chiesto di essere il loro capolista in rappresentanza degli autori e compositori. Io porrei le questioni sul piano delle "cose giuste". La capillarità è una cosa giusta, da difendere. Vengono pagati i diritti sulla base delle esecuzioni dei brani. E io partirei da questo presupposto. Fra l'altro la SIAE è apprezzata in tutto il mondo per questa sua capillarità. E non solo per gli autori di successo, come potrei essere io o altri, che da questo lavoro abbiamo avuto moltissimo. Io ho accettato questa proposta pensando soprattutto ai giovani autori e soprattutto alla musica italiana, avendo il sentore che, anno dopo anno (e chiaramente anche la crisi discografica non aiuta) sta scomparendo. Ed è un patrimonio culturale nostro che dobbiamo difendere. Io cercherò di farlo con tutte le mie forze, perché è un patrimonio che ci invidiano tutti. Tutti hanno copiato il nostro modo di fare le melodie e appartiene veramente a noi. Io tutti i giorni ricevo provini di giovani spesso bravi, anche diplomati, che non sanno dove andare a suonare e non sanno che probabilmente non hanno futuro. E magari sono dei potenziali Baglioni o Venditti o Battisti. E questi sono tutti talenti che rischiano di perdersi, di andare a lavorare in banca (quando va bene) perché non c'è spazio. E' importante far capire alla SIAE quanto sia importante favorire le nuove generazioni, affinché i diritti d'autore siano per loro una fonte di guadagno che possa permettere a questi futuri talenti di andare avanti in questo "mestiere". Io imposterei il discorso su questo livello, senza parlare di multinazionali, che fanno la loro parte. Credo che se noi avremo la forza di portare avanti dei discorsi giusti, alla fine vinceremo. Se invece impostiamo il discorso sulla guerra, credo che ciò non porti benefici a nessuno. Io metterò a disposizione quella che può essere la mia professionalità e cercherò di fare del mio meglio. Vi ringrazio. APPLAUSO Roberto RINALDI: A questo punto darei la parola a Silvano GUARISO, che conosce molto bene il Regolamento elettorale e che potrà anche entrare nei dettagli del meccanismo di voto. Silvano GUARISO: Fondamentalmente è il concetto di difendere le cose giuste, migliorandole per farle diventare ancora più giuste. Alla base c'è la difesa del modo che ha contraddistinto la ripartizione "capillare" del diritto d'autore in Italia. Qualcuno oggi tenta di copiarci: Spagna, Francia, Germania. Mentre in Italia esiste già da 56 anni. E l'UNCLA, di cui io sono da un anno il Segretario amministrativo, da 56 anni la difende. Venendo alle cose da fare, il giorno 8 giugno dobbiamo trovare il tempo di andare a votare e portarci gli amici, perché questa volta c'è veramente il pericolo di un "non ritorno"! Condivido in parte quello che ha detto Roby FACCHINETTI. Non si tratta di guerra, ma questo Regolamento elettorale è stato fatto non certamente in modo democratico, ma da chi voleva il controllo completo della SIAE. Un Regolamento per cui i "poveri votano i poveri" e "i ricchi votano i ricchi". Per quanto riguarda gli autori c'è apparentemente più equilibrio, ma per la categoria degli editori loro hanno già i due terzi dei seggi, ancora prima di fare le elezioni, a meno di un miracolo e speriamo che il Signore ci aiuti. Solo noi autori abbiamo la possibilità di arginare questa "presa della Bastiglia", con il supporto della piccola editoria. Perché abbiamo in comune la difesa della musica dal vivo, della musica italiana, in particolare. E mi piacerebbe che se mio figlio domani volesse fare il musicista, non fosse costretto per forza a cantare in inglese, in spagnolo, in tedesco, ecc. In passato le varie coalizioni proponevano piccole variazioni, ma basate sullo stesso sistema di ripartizione analitico e capillare. Oggi, o si spazza via tutto, oppure dobbiamo riuscire a salvare ciò che da 56 anni difendiamo. Questo Regolamento elettorale è fatto in modo talmente complicato, che oggi non siamo ancora in grado di dirvi chi votare e come votare. Ora vi chiediamo soltanto di restare in contatto con noi, in quanto le Liste verranno identificate da un numero. Noi vi comunicheremo quale sarà il numero della Lista che cura i vostri interessi e voi non vi dovrete sbagliare. L'8 giugno andate tutti a votare e portate i vostri amici e colleghi. Altrimenti corriamo il rischio di trovarci "tabula rasa" per i prossimi anni. Ieri sera ero a Roma e ho avuto incontri a tutti i livelli per imbastire l'organizzazione delle Liste elettorali della nostra coalizione e ho riscontrato che molti grandi artisti sono mal guidati e male informati. Noi vogliamo che l'Ordinanza di ripartizione della SIAE dia a ciascuno il suo, senza calpestare i diritti di nessuno. APPLAUSO Maurizio CORECHA' Volevo informarvi della situazione sul fronte editoriale. Io sono consigliere della EMA (Editori Musicali Associati), associazione di editori della quale, fino a circa un anno fa, facevano parte anche diverse multinazionali, le quali mantenevano un atteggiamento democratico di comprensione nei confronti dei diritti dei piccoli editori. Poi dall'oggi al domani alcune multinazionali (la SONY, la EMI, la UNIVERSAL) sono uscite dalla EMA, senza darci neppure una motivazione. Così come dall'altra associazione di editori, la UNEMI (Unione Nazionale Editori Musicali Italiani), è uscita la BMG ARIOLA, la CAM, ecc. E tutte queste multinazionali, insieme ad altre grandi aziende musicali italiane (come la SUGAR, la CURCI, ecc.) sono confluite in una nuova associazione denominata FEM - Federazione Editori Musicali. Recentemente abbiamo fatto diversi tentativi per trovare un accordo tra la nostra coalizione costituita da EMA, UNEMI, EIA, ACEP e quella avversaria costituita da FEM e ANEM. Ma il loro atteggiamento di assoluta prepotenza e arroganza ha impedito ogni possibile accordo. Pertanto si andrà sicuramente ad uno scontro fra due contrapposte cordate (specialmente nella fascia D, quella alta). Nelle altre fasce ci potranno essere anche alcune probabili Liste di candidati indipendenti. Pertanto vi invito a guardare bene a chi dare il vostro voto. APPLAUSO Athos POMA Volevo solo precisare e ribadire che naturalmente anche l'ACEP, per quanto riguarda gli editori nostri associati, fa parte della coalizione EMA, UNEMI, EIA. Ed anch'io invito tutti gli autori ed editori a votare il giorno 8 giugno. Vincenzo BARBALARGA Anch'io ribadisco che l'8 giugno è importante esprimere il proprio voto. E' vero che i grandi voteranno per i grandi, e noi piccoli per i piccoli. Il problema sarà di raccogliere e non disperdere i voti di noi piccoli, che siamo tanti e spesso poco "sensibili" alle problematiche del diritto d'autore. Per cui restiamo compatti, convinciamo gli amici e colleghi a votare e non disperdere inutilmente i nostri voti. Gianluca ROTINO (Coordinatore ad interim e consulente questioni legali dell'ASAE, Associazione Sindacale Autori ed Editori) Il Regolamento elettorale non solo non è democratico, ma non è fondato su basi giuridiche. Si può tentare la strada del ricorso giurisdizionale, ma l'esperienza ci insegna che le battaglie giuridiche contro la SIAE sono state sempre un lungo "bagno di sangue", anche perché i costi dei contenziosi sono molto elevati. Certamente non si deve demolire la SIAE, ma puntare a migliorarla. Io non sono autore e pertanto vedo le cose con maggiore distacco. Ma se voi autori o editori finite in mano alle multinazionali, con la logica del puro profitto, per cui la musica non dura se non per la stagione dell'incasso, questo significa la fine della professione dell'autore, quella classica, di Verdiana memoria. Io da giurista vi dico che Statuti e Regolamenti come quelli della SIAE, non vorremo più leggerli. Sono vere e proprie aberrazioni giuridiche da ogni punto di vista. Cercate di compattarvi su un programma elettorale che porti alla riforma dell'ente, per una SIAE migliore. Altrimenti i problemi resteranno sempre irrisolti. Avrete un ente fermo e immutabile che, con la sua potestà discrezionale, decide delle vostre "vite" (è una parola forte, ma è proprio così). "Dividi et impera", mantieni divisi gli avversari e governa: è un principio che ha duemila anni e che ancora funziona. APPLAUSO Ezio LEONI: Non dimentichiamo che la SIAE è un ente pubblico, pertanto i suoi funzionari sono "pubblici ufficiali" e che quando si presentano nei locali per controlli è come fossero Carabinieri o ispettori della Guardia di Finanza. Quindi mantenere lo "status" di ente pubblico e non privatizzare la SIAE è importante per salvaguardare i nostri interessi. Privatizzare la SIAE significherebbe indebolirla, in quanto verrebbe notevolmente ridotta la forza contrattuale di ottenere il pagamento dei diritti d'autore nei confronti degli utilizzatori, favorendo l'aumento dell'evasione e dei contenziosi legali. Alberto TESTA: Ho capito oggi che la politica della FEM è sbagliata e pertanto inviterò tutti i miei amici autori ed editori, piccoli e grandi a non votare quelle Liste che appoggiano questo tipo di politica (cioè privatizzazione della SIAE e ripartizione dei diritti d'autore a campionamento). Nicolò CATANESE Sono un autore socio (anche se i soci oggi non ci sono più) e piccolo editore siciliano. La SIAE siamo noi e se riteniamo che questo Regolamento elettorale non vada bene, perché non lo contestiamo e ne proponiamo uno diverso? Questo tipo di votazione "verticale" dove "i poveri votano per i poveri" ed "i ricchi per i ricchi" non mi piace. Si può bloccare questo Regolamento e spostare più avanti le votazioni. Tutti gli associati debbono avere pari diritti. Poi chi sarà più bravo emergerà e guadagnerà di più. Ma se coloro che incassano di più ed hanno il "potere economico" vogliono per forza anche il "potere politico", questa mi sembra una dittatura. Silvano GUARISO Questo Regolamento è sicuramente antidemocratico. E difatti mi risulta che alcuni ricorsi sono già stati presentati. Ma i nostri legali di fiducia ci hanno detto che l'8 giugno probabilmente si andrà ugualmente a votare, in quanto difficilmente il procedimento elettorale sarà immediatamente bloccato. E si sa che poi i tempi della giustizia ordinaria sono lunghi. Pertanto se l' 8 giugno non andiamo a votare, sicuramente abbiamo perso già in partenza. Inoltre la SIAE, come ente pubblico, è soggetta a normative volte ad evitare che qualcuno possa impadronirsi della stessa SIAE, manovrando una grande quantità di voti di associati che non incassano nulla, ma hanno uguale diritto di voto. E' fondata pertanto la preoccupazione che nelle decisioni importanti, coloro i quali vivono professionalmente di diritto d'autore non siano soffocati da una moltitudine di autori piccoli o magari di comodo, che possono essere manovrati anche "ad arte" da chi voglia eventualmente prendere in mano la SIAE. Ma nel giusto rispetto di tutti i diritti e interessi. E se io ho accettato di diventare il segretario amministrativo dell'UNCLA è perché ho rilevato, anche nei grandi autori facenti parte di questo sindacato, il massimo rispetto delle condizioni di tutti. Negli anni passati era stato concordato, anche con le multinazionali, uno Statuto più democratico per andare ad elezioni e terminare il Commissariamento, ove gli elettori avevano la possibilità di votare candidati di tutte le fasce reddituali. Ma poi sulla base della più recente versione dello Statuto, in seguito a pressioni della FEM, gli elettori potranno votare soltanto per candidati della propria fascia reddituale. Mauro TOME' Quale presidente dell'AIDEM (Associazione Italiana degli Editori Musicali) ad oggi non ho notizia di ricorsi già presentati contro il Regolamento elettorale. Parlando concretamente di numeri, per quanto riguarda gli editori mi risulta che oltre 1.300 editori di "Fascia A" votino per soli due posti, mentre per la "Fascia D" circa 50 editori votano per dieci posti. Sarebbe come dire che TRONCHETTI PROVERA, BERLUSCONI, MORATTI, ecc. si votano fra loro, però per governare tutta l'Italia. Davanti al Ministro URBANI io stesso contestai al Maestro Gino PAOLI che la SIAE è da lui concepita come una S.P.A., ove un solo socio che detiene il 51% delle azioni ha più potere di tutti gli altri che ne detengono il 49%. Mentre il Maestro LEONI ha invece giustamente affermato che la SIAE è un "ente pubblico a base associativa". Vorrei sapere chi avrebbe già presentato ricorso contro il Regolamento elettorale, visto che anche noi come AIDEM vorremmo farlo. E non ci risulta che altri lo abbiano già fatto. Vorrei conoscere anche la posizione delle vostre associazioni su un eventuale ricorso contro il Regolamento elettorale. Silvano GUARISO Una strada può essere quella di presentare ricorso giudiziario, l'altra quella di cercare di vincere le elezioni e poi cambiare le cose. Anche se i numeri sono inizialmente per noi sfavorevoli, grazie alla coalizione che stiamo predisponendo con UNCLA, ACEP, e le altre associazioni di autori ed editori già prima citate, possiamo anche farcela. Mario DE MARTINI Quale ex-commissario nella precedente legislatura, so bene che inizialmente il nuovo Statuto della SIAE (versione 1999, poi contestata) era stato concepito per elezioni a "Lista unica", in quanto gli stessi "grandi editori" furbescamente ben sapevano che in alcune Sezioni, come la Lirica, ove i candidati erano pochissimi, non sarebbe stato possibile presentare Liste alternative. E avrebbero avuto completamente il controllo della SIAE. Poi, quando quelli della FEM se ne sono andati via, si è guastato il loro giocattolo. Restano comunque le gravi responsabilità di coloro i quali hanno proposto un certo tipo di Statuto, per poi attuare un certo tipo di Regolamento elettorale che mantenesse il potere sempre nelle mani delle stesse persone. Silvano GUARISOIn ogni caso occorre considerare che, essendo ancora in piedi una versione dell'art. 85 del Regolamento generale che prevede la possibilità di cambiare l'Ordinanza di ripartizione anche con effetto immediato, se noi non partecipassimo neppure alle elezioni, contrastando il disegno delle multinazionali di prendere possesso della SIAE, ci troveremmo già dal 2004 un sistema di ripartizione a campionamento, che noi non vogliamo. Pertanto stiamo creando un'ampia coalizione promossa dall'UNCLA (e ci dispiace che l'AIDEM questa volta non sia stata insieme a noi, come fu in passato) con il supporto dell'ACEP che oggi ci ospita e di tante altre forze. E siamo già riusciti a mettere insieme i numeri per realizzare potenzialmente la vittoria su tutte le fasce degli autori, sperando poi che vincano anche i piccoli e medio-piccoli editori della nostra cordata. Per gli autori, la situazione posta da questo Regolamento elettorale si presenta apparentemente meno antidemocratica, avendo 5 seggi per la "Fascia A", 3 per la "Fascia B", 2 per la "Fascia C" e 6 per la "Fascia D". Mentre per gli editori la situazione è più grave, essendo previsti soltanto 2 seggi per la "Fascia A", "2 per la Fascia B", 2 per la "Fascia C" e ben 10 per la "Fascia D". Anche se probabilmente le multinazionali aderenti alla FEM vinceranno la "Fascia D" della Sezione Musica (che si riduce a nove posti per il candidato che lasceranno alla minoranza) su tutti gli altri 23 seggi ce la possiamo giocare alla pari. Roberto RINALDI Per quanto concerne le altre Sezioni della SIAE diverse dalla Musica, non essendo quelli i nostri settori di competenza, non possiamo interferire più di tanto, lasciando loro la più ampia libertà di decidere i programmi e i candidati che riterranno più opportuni. Possiamo certamente avere amici, collegamenti con altre associazioni e potremmo orientare la nostra preferenza ed il nostro voto verso quei candidati della Lirica, dell'OLAF, della DOR, del Cinema, che sono più vicini alle nostre posizioni. Ma poiché siamo in democrazia, loro liberamente sceglieranno i propri candidati. Noi ci auguriamo che poi, una volta eletti in assemblea, capiscano che dare troppo potere alle multinazionali può essere pericoloso anche per il Cinema, per l'OLAF, per la Lirica e in generale per tutti. Ma appunto per un principio di democrazia e libertà di scelta, noi possiamo ora parlare e decidere soltanto per la Sezione Musica. E per la Sezione Musica la nostra intenzione sarebbe quella di ottenere la vittoria per le prime tre fasce della categoria editoriale, per un totale di sei seggi, e poi avere dalla nostra parte tutti gli autori, inclusi quelli di fascia alta come Roby FACCHINETTI, Alberto TESTA, ecc. che hanno una visione della SIAE democratica. Per cui se riusciamo ad ottenere completamente i seggi della parte autorale (e certamente non sarà facile) unitamente ai sei seggi della parte editoriale, e poi convincendo una parte dei delegati delle altre Sezioni, potremmo potenzialmente raggiungere la maggioranza dei voti in SIAE per poi nominare le persone giuste ai vertici della SIAE e ridisegnare un nuovo Statuto ed un nuovo Regolamento più bilanciato, visto che questo non ci piace. Noi cercheremo di realizzare questo tipo di operazione. Purtroppo l'attuale Regolamento elettorale non ci aiuta, ma essendo stato approvato dal Ministero dei Beni Culturali per ora ce lo dobbiamo tenere. Certamente possiamo percorrere anche la via del Ricorso giurisdizionale, ma contemporaneamente percorriamo anche la strada democratica delle elezioni e se riusciremo ad avere la necessaria maggioranza, potremo agire dall'interno guidando la SIAE secondo la strada che riterremo più opportuna. Questa è la nostra intenzione. Alberto TESTALa parola "democratica" mi suona troppo legata alla politica, ai Ministri, ai sottosegretari, ecc. e non è questo ciò che noi vogliamo. Sostituirei la frase SIAE democratica, con SIAE giusta, che dia a ciascuno il suo. Roberto RINALDICertamente Alberto TESTA, da ottimo autore di testi quale è, assegna con precisione alle parole il loro corretto significato. Da parte mia non c'è alcun problema: una SIAE democratica equivale ad una SIAE giusta. Sostituiamo pure la parola "democratica" con "giusta". APPLAUSO Gianluca ROTINO Vorrei fare una precisazione. Parlando a nome dell'ASAE, noi appoggeremo qualsiasi Lista con un programma solido e concreto (senza false promesse o illusioni, come la famosa "pensione per tutti" delle passate elezioni). E' giusto poi che la SIAE sia equa e non democratica. E che chi guadagna prevalentemente facendo il dentista non debba avere lo stesso peso decisionale in SIAE rispetto a chi fa esclusivamente l'autore. Basta guardare la dichiarazione dei redditi. Reputo poi necessario anche ricorrere giuridicamente contro questo Regolamento elettorale che non è assolutamente aderente alla forma giuridica della SIAE, la quale non è una società di capitali (ove prevale il reddito), bensì un ente pubblico a base associativa, ove ogni singolo associato ha dei diritti minimi garantiti. Inoltre questo ricorso potrebbe rivelarsi un ultimo baluardo di difesa nel caso che poi le elezioni siano vinte dagli avversari. E' anche necessario dare un segnale di compattezza della base associativa e che siamo disposti a combattere sul loro stesso campo. Devono capire che questa volta non ci fregano! APPLAUSO Roberto RINALDI La posizione dell'ACEP è proprio questa, cioè percorrere un doppio binario, sia quello del Ricorso giudiziario contro il Regolamento elettorale, ma anche competere per tentare di vincere sul campo le elezioni, poiché teoricamente il Giudice amministrativo potrebbe anche dare toro ai ricorrenti e giudicare questo Regolamento giusto ed equo per la SIAE. Siccome le Liste non sono ancora definite e sono tuttora in corso delle trattative, sia sul versante autorale, che su quello degli editori, invito tutti a visitare nelle prossime settimane il sito dell'ACEP (www.assoacep.com) e quello dell'UNCLA (www.uncla.it). Troverete il dettaglio delle Liste della nostra coalizione, da noi direttamente o indirettamente presentate, quelle che noi consigliamo e che riteniamo le migliori, a livello di candidati e per aver concordato identità di programmi. Gianluca ROTINO A specifica domanda di Alberto TESTA, risponde che potrebbe essere invalidato lo Statuto (essendo pendente un Ricorso sullo stesso) e restare inalterato il Regolamento elettorale. Proprio perché non è stato contestato il fatto che lo Statuto rinvii totalmente al Regolamento la definizione delle regole per le elezioni degli Organi SIAE. Ezio LEONI Fornisco alcune informazioni tecniche. Premetto che la Legge BASSANINI del 1999 prevede che, nel definire i criteri per la formazione degli Organi sociali della SIAE, si debba "anche" tenere conto degli incassi dei singoli associati. Ma nonostante la Sezione Musica contribuisca per oltre il 90% degli incassi SIAE, si è convenuto che nell'Assemblea (l'organo sovrano della SIAE) alla Musica spetti soltanto il 50% dei seggi, cioè 32 su un totale di 64 membri. Invito tutti a leggere con più attenzione i Bollettini bimestrali della SIAE, che costituiscono la nostra fonte informativa. Prosegue illustrando la suddivisione dei 16 seggi riservati agli autori della Sezione Musica e il meccanismo dei 3 seggi riservati alla minoranza (relativi alle fasce reddituali che prevedono perlomeno tre seggi). Roberto BARTOLISono un piccolo autore e rappresento anche una giovane edizione musicale in provincia di Latina. Ritengo che l'importanza della fascia più bassa sia enorme. Io conosco molti autori che in questo momento stanno vistando i padiglioni del DISMA e hanno trascurato questo Convegno, cosa che non ho fatto io. E' importante che gli autori come me più interessati e soprattutto gli editori si attivino per sensibilizzare tutti i colleghi e musicisti che conoscono, per divulgare le notizie e per invitarli a partecipare a queste elezioni, considerata la gravità della situazione. Silvano GUARISOI seggi riservati alla "Fascia A" degli autori purtroppo sono 4 (+ 1 riservato alla minoranza) su 16 autori totali riservati alla Sezione Musica (4 su 64 nell'intera Assemblea). Il vero problema è che i votanti in questa fascia sono quasi 45.000. Solo per inviare una lettera a tutti ci vuole "un mutuo". Ma in qualche modo dobbiamo arrivarci, con lettere, e-mail, ma anche con il "passaparola" tra amici e colleghi, che per fortuna funziona ancora e ci tiene anche uniti. Visitate i siti ufficiali nostri UNCLA e ACEP, anche perché informeremo anche sui numeri di Lista, sui candidati, sui programmi, sulle novità recenti, sull'eventuale esito dei ricorsi, ecc. Soltanto nel momento del deposito in SIAE delle nostre Liste di candidati per le varie Fasce reddituali, saremo in grado di sapere quali numeri ci sono stati assegnati. Da quel momento saremo in gradi di dirvi: votate il numero .... per la "Fascia A", il numero ... per la "Fascia B", e così via. Quello sarà il numero che vi chiediamo di votare il giorno 8 giugno. E mi raccomando attenzione alle promesse di pensione, o simili, che ho già sentito ventilare. Eventualmente se c'è anche una villa al mare, interessa anche a me! Roberto RINALDIVorrei soltanto aggiungere che le Liste in gara saranno veramente tante, innanzitutto perché per ogni Sezione vi è la distinzione in varie Fasce reddituali; poi perché stanno scendendo in campo anche altre forze nuove, sconosciute ed impreviste. Addirittura un sindacato sembra che stia presentando le Liste per tutte le fasce di autori di tutte le cinque Sezioni della SIAE, nonché per alcune fasce della categoria editori (naturalmente esclusa l'ultima logicamente, quella da settecento milioni in su, che è formata dai grandi editori di cui parlavamo prima). Questo sindacato vuole prendere la maggioranza in SIAE, non si sa per conto di chi, né per fare cosa, né si conosce il suo programma elettorale. Non è un sindacato di autori o editori, si tratta della UIL, sindacato confederale che fino a ieri non sapevamo neppure interessato alle problematiche SIAE o che volesse partecipare o proporre qualcosa. Non hanno mai contattato nessuno di noi, non sappiamo di preciso chi siano ed a sorpresa stanno presentando queste molteplici Liste (ed alcune le hanno già presentate) sia per gli autori che per gli editori. Puntano ad ottenere molti seggi in SIAE e non si sa per quali scopi. Pertanto state molto attenti, leggete bene i programmi, guardate le persone che fanno parte di queste Liste e votate solo le persone di vostra grande fiducia, perché altrimenti corriamo lo stesso rischio di cui parlavamo prima, che sotto ci sia un grande manovratore (il solito Berlusconi o Murdoch o qualcun altro!?!?). A parte gli scherzi, sicuramente sotto c'è qualcuno, il quale ha ben organizzato questi movimenti, altrimenti non si spiegherebbe la presentazione di tutte queste Liste. Se non ci sono altri interventi, penso si possa concludere il dibattito, ringraziando tutti voi per la vostra partecipazione. La lettera che vi è stata consegnata contiene altre comunicazioni e informazioni. Teniamoci in contatto in qualsiasi modo, telefonicamente, via internet, ecc. Vi consiglieremo al meglio su come e chi votare. Infine grazie agli ospiti che sono gentilmente intervenuti: Roby FACCHINETTI, Alberto TESTA e tutti gli altri. APPLAUSO |
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